Il
piccolo borgo di Polignano sembra essere emerso dagli
abissi, proprio di fronte all'infinita solitudine dell'isolotto
chiamato Eremita, in una formidabile giornata di bassa
marea. Esso si erge a picco sul mare, affacciandosi sull'orlo
di una scogliera appuntita, alta oltre 20 metri e frastagliata
da un interminabile susseguirsi di grotte.
Tra esse si distingue, per la propria surreale bellezza,
la grotta Palazzese che custodisce, quasi fosse uno
scrigno, l'azzurro cristallino e profondo del mare di
scoglio. Un mare premiato dalla Unione Europea con il
prestigioso riconoscimento della Bandiera Blu.
Polignano ha una storia antica, che si svolge a ritroso
fino all'età della pietra. La natura carsica del
suolo e le gravine, che da sempre hanno perforato la sua
terra, offrirono un riparo agli uomini del tempo, così
come testimoniano le numerose tracce da essi lasciate
nelle grotte dalla pietra scheggiata.
La sua fondazione, voluta da Dionigi II di Siracusa, risale
al IV secolo a.C. Fin dall'antichità, Polignano
fu un centro fiorente di traffici commerciali soprattutto
grazie alla vicinanza della Via Traiana, che collegava
Brindisi a Roma ed alla presenza di diversi approdi naturali,
che la rendevano punto d'imbarco per l'oriente. Girando
per il centro cittadino si scorgono i pochi resti delle
antiche mura medievali, che cingevano il borgo, rafforzate
da quattro torrioni. I confini della cittadella medievale
sono segnati dall'insenatura del vecchio approdo naturale
in cui sbocca la Lama Monachile, e dal percorso che collega
via Roma alla centrale piazza Garibaldi. Qui si trovano
l'antico Palazzo Marchesale, ed il cosiddetto Arco della
Porta, che apre l'accesso alla caratteristica piazza Vittorio
Emanuele II. La piazza conserva un'autentica rarità:
un orologio pubblico a funi, del XIX secolo. Imboccando
la vicina via Giudea, che anticamente ospitava il ghetto
ebraico polignanese, si arriva alla Chiesa Matrice dedicata
all'Assunta. Costruita nel 1295, la chiesa, in stile rinascimentale
e barocco, conserva al suo interno un pulpito ligneo intarsiato
risalente al XVI secolo, un bel fonte battesimale del
1776 ed uno straordinario coro in legno arricchito da
dipinti di grande valore, tra cui spicca uno splendido
polittico di Bartolomeo Vivarini.
Infine il centro storico, si offre ai suoi visitatori
per sorprenderli con le sue caratteristiche orientaleggianti,
le stradine chiuse tra case bianche, archi, scalette esterne
e delicatissime loggette.