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Il
clima mite e la mancanza di sostanziali sbalzi di temperatura
ha permesso lo sviluppo un particolare genere vegetazione
di piccole dimensioni. La macchia mediterranea che circonda
l'area di Torre Guaceto è composta da ginepri
coccolone sempreverde (gli esemplari maschi fioriscono,
e le femmine fruttificano con bacche chiamate coccole);
il lentisco, anch'esso sempreverde (riconoscibile dalle
foglie paripennate e dalle bacche rosse, la cui resina
essiccata veniva usata anticamente come gomma da masticare
e da cui si estraeva un olio per lampade) il pino d'Aleppo,
il cisto, ritrovabile in diverse varietà (cisto
maschio e femmina, marino) l'ipocisto (un parassita
del cisto) il mirto (dalle bacche nere e fortemente
aromatico), il timo, dagli affascinanti fiori di colore
violaceo, la scilla, una geofita capace di resistere
agli incendi grazie al suo bulbo sotterraneo ricco di
sostanze nutritive nel quale si rifugia, usata per consolidare
la pietra leccese, materiale principe del barocco salentino.
Lo stato attuale della macchia mediterranea è
ben diverso da come questa si presentava nei tempi passati,
quando tutto l'alto e il basso Salento era occupato
da una grande
e unica Lecceta, costituita essenzialmente da lecci,
che l'intervento dell'uomo ha poi degradato; tant'è
che l'attuale macchia non viene considerata un ecosistema
autonomo, ma un ecosistema di sostituzione rispetto
ad una situazione precedente. La presenza della macchia
mediterranea è favorita dall'azione protettiva
offerta dal cordone dunale che difende lo spazio retrodunale
occupato dalla vegetazione mediterranea dal vento di
mare. Le dune si formano grazie all'azione del vento
che trasportando i granelli di sabbia deposita quelli
più grandi quando c'è un ostacolo. Il
loro consolidamento avviene con l'aiuto delle piante
pioniere che con le loro radici molto ramificate trattengono
e compattano il materiale sabbioso. Questo permette
la successiva colonizzazione delle piante della macchia
mediterranea, meno adatte a vivere nelle condizioni
altamente stressanti trovabili sull'arenile.
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