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Domenica 01 Agosto 2010 - Ore: 06:49  
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DA GALLIPOLI A TORRE SAN GIOVANNI

Condizionatori, ventilatori, bibite ghiacciate, gavettoni e quant'altro costituiscono rimedi inutili contro l'opprimente afa estiva. La soluzione (per chi può) è sempre quella di fuggire dalle città in cerca di refrigerio e sollievo, in montagna o, molto meglio, al mare.
Crogiolarsi al sole accarezzati da una leggera e dolce brezza marina, rinfrescarsi piacevolmente tuffandosi in acque limpide e cristalline, cullati da un silenzio quasi irreale...
Sogno? Paradiso terrestre? Oppure i soliti Caraibi e le Maldive? Nulla di tutto questo.
Semplicemente: Salento!
La Penisola Salentina, punta del famoso "tacco" dello stivale d'Italia, propone chilometri di coste pressoché incontaminate, dove la macchia mediterranea cresce indisturbata ai margini delle strade e sul lungomare, e dove il mare si presenta trasparente nelle sue più svariate gradazioni cromatiche: insomma, un panorama mozzafiato.
Un itinerario turistico estivo interessante, e che unisce al relax di una vacanza al mare, anche la possibilità di "escursioni culturali" nella storia della zona, riguarda la costa ionica del Salento: partendo da Gallipoli, la perla dello Ionio, e procedendo verso sud, attraversando le innumerevoli Marine locali, più o meno note, si arriva alla conosciuta località di Torre San Giovanni, nel territorio comunale di Ugento.

L'origine greca del nome Gallipoli non è smentita dalla realtà: città bella, questo il significato, lo è davvero. Il nucleo antico sorge su una piccola isola calcarea, collegata al resto della città da un ponte su cui si affaccia il porto, dove ancora ferve laboriosa l'attività dei pescatori; il castello del Rivellino, che domina l'ingresso alla città vecchia, sembra vegliare sulle imbarcazioni. Lo scorcio è davvero incantevole, tanto è l'impatto visivo; oltrepassato il ponte, però, l'ultimo simbolo delle antiche civiltà è la Fontana greco-romana perché, quasi a contrastare la maestosità del castello, troviamo il "Grattacielo", altissimo, quanto antiestetico, edificio, simbolo di un progresso inevitabile. Gallipoli, fondata (pare) dagli spartani, e la cui storia ha attraversato le dominazioni sveve, angioine e aragonesi (che ne fecero un importantissimo centro commerciale) è oggi uno dei centri più fiorenti del Salento ma, ciononostante, la sua antica bellezza ha oltrepassato quasi indenne lo scorrere del tempo, proponendoci ancora oggi scenari letteralmente "da cartolina". A farla da padrone è, comunque, nonostante la ricchezza storica della città, il mare.

Scendendo verso sud con la litoranea si incontrano piccole baie, insenature e calette che richiederebbero continue soste per essere immortalate su pellicola, tanta è la loro bellezza: grazie ad un mare estremamente pulito, e a fondali per lo più rocciosi, lo spettacolo cromatico dell'acqua è assolutamente d'effetto. Si può sostare, ad esempio, a Torre Suda, situata nella marina di Racale: come accade per molte altre cittadine della costa, il nome deriva dalla presenza di una torre di guardia, eretta nel XV secolo, per avvistare le imbarcazioni saracene che all'epoca razziavano tutta la penisola salentina. Oggi la torre, completamente ristrutturata, è adibita a manifestazioni culturali e folcloristiche per animare le vacanze dei numerosi visitatori estivi della cittadina che, nel periodo invernale, risulta invece essere quasi disabitata.
Il litorale è roccioso: le scogliere non sono comunque impervie e consentono ottimi bagni, con la possibilità di osservare con attrezzature semplici come maschera e boccaglio, e a pochi metri da riva, la ricca fauna marittima: pesciolini multicolore, granchi e ricci, presenti in notevole quantità.
La macchia mediterranea, fra cui il ginepro e i tipici pini, si spinge fino al mare lasciando ai turisti l'impressione di una natura ancora selvaggia e, senz'altro, incontaminata.

Per trovare lidi sabbiosi è necessario scendere ancora più a sud, fino a Torre San Giovanni, anch'essa baluardo costiero eretto a difesa dalle invasioni saracene.
Camminando per poche decine di metri attraverso "dune sabbiose" intervallate da arbusti, cespugli e fichi d'india che sfidano la mancanza d'acqua e il sole rovente creando un paesaggio primitivo, si raggiunge la spiaggia dove, quando il mare è calmo, e il sole splende, risulta impossibile non cedere a esclamazioni spontanee di meraviglia di fronte al bellissimo spettacolo offertoci dalla natura. Sabbia quasi bianca, cielo terso, e, soprattutto, mare trasparente che partendo da un azzurro splendente, sfuma in strisce rosa nelle zone di secca, per poi diventare verde brillante, a tratti turchese profondo, e infine, man mano che ci si allontana dalla costa, sempre più blu. Uno scorcio comunque indescrivibile a parole, e forte è l'impressione di trovarsi veramente in una solitaria isola tropicale, tanta è la bellezza dei luoghi.
Inoltre, bisogna sottolineare come la tipica invasione, seppure pacifica, dei bagnanti estivi sia ancora a livelli contenuti: gli scogli e le spiagge sono discretamente affollate solamente nei weekend.

Testo: Raffaele Dambra

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