| L'incantevole
arcipelago delle Tremiti, formato da quattro isole,
San Domino, Caprara, San Nicola e Cretaccio, si trova
a nord-est del promontorio del Gargano. Queste isole,
chiamate Diomedee e custodi di una leggenda, costituiscono
un angolo di paradiso nell'intero patrimonio insulare
italiano ed ognuna ha proprie caratteristiche: l'isola
di San Domino, in cui vi sono pini che a volte riescono
a bagnare le loro radici nell'acqua, è caratterizzata
da coste rocciose accompagnate da tratti di spiagge
bianchissime e insenature di ghiaia. San Nicola, priva
di vegetazione, è invece fra tutte l'isola storica
per eccellenza, caratterizzata dalle rovine dei passati
splendori; l'isola di Cretaccio, non più grande
di uno scoglio, si differenzia dalle altre per il suo
colore giallastro; anche qui non vi è vegetazione.
Infine l'isola di Caprara, la cui caratteristica è
la costa bassa verso sud, alta verso nord. In questa
zona si possono incontrare ricciole e tonni, sardine
e sgombri, squaliformi e aguglie imperiali, e lo stesso
canale che separa le isole dal continente è percorso
da una corrente che procede in direzione est-sud-est.
I periodi più favorevoli per una buona pesca
sono la primavera e l'inizio dell'autunno. Regine delle
acque di questo arcipelago sono le corvine, di dimensioni
gigantesche, i saraghi, le cernie, qualche raro faraone
e i serranidi che, a volte, superano la taglia di 20-25
kg. Si trovano anche i dentici e le ricciole, le marmore,
i pesci piatti e, in misura minore, le orate e i cefali.
Nell'arcipelago sono presenti anche numerose grotte
marine, tra cui ricordiamo, in particolare, quella del
Bue Marino, chiamata così perché si dice
fosse abitata dalla foca mediterranea, detta appunto
bue marino. Salendo verso la costa ovest, abbastanza
frastagliata, si incontra la Grotta delle Rondinelle,
il cui nome non è chiaro se deriva dalla presenza
di rondini marine o da qualche leggenda; proseguendo,
c'è Cala degli Inglesi, settore in cui predomina
il pesce bianco. I fondali di Punta Vuccolo, spina di
roccia che fuoriesce dal mare, sono abitati da branchi
di pesce; la costa che risale verso nord fino a Punta
Diamante, è caratterizzata da tratti pescosi
in cui è possibile trovare pesce bianco, corvine,
cernie e dentici, questi ultimi abbondanti soprattutto
in primavera. Proseguendo verso sud, si incontrano gli
Scogli Pagliai, frequentati dal pesce bianco, e l'isolotto
del Cretaccio che divide San Domino da San Nicola. Sulla
costa orientale dell'isola di San Domino incontriamo
la Cala Matano, lo Scoglio dell'Elefante, la Grotta
del Sole e la Grotta delle Viole. L'isola di San Nicola,
invece, è una piattaforma di roccia con pareti
alte e scoscese, ed è quindi l'habitat ideale
per il pesce bianco, le salpe, i saraghi e i cefali.
Risalendo verso nord si incontrano lo Scoglio la Vecchia,
ritrovo di saraghi, corvine e cernie, e Punta del Cimitero,
che segna la fine della costa orientale di San Nicola.
E per ultima, l'isola di Caprara: nelle zone di Punta
dello Straccione e di Cala Sorrentino c'è la
possibilità di incontrare pesce bianco e cernie;
al di sopra della suddetta cala vi è la Secca
della Vedova, campo di caccia molto interessante, poiché
ci sono cernie di grossa taglia, saraghi bellissimi,
corvine e murene. E poi ancora c'è la Cala dei
Turchi, con fondali rocciosi e di media profondità,
che ospitano pesce bianco e cernie. Tuttavia la zona
che va da Cala dei Turchi fino a Punta Secca è
la più pescosa di Caprara: cernie, saraghi, corvine,
murene, dentici, ricciole e orate.
Testo: Felicetta Pavone
Foto: Franco Antelmi
|