Il
percorso ideale, che si snoda lungo questo tratto di
costa nasce da un profondo amore per il mare e vuole
essere un piccolo contributo alla diffusione della conoscenza
di quest'area della Puglia che purtroppo sfugge ai noti
circuiti turistici nazionali e internazionali, pur conservando
un innegabile fascino che nasce dalla notte dei tempi.
Questo tratto si differenzia dal litorale occidentale,
che degrada fino a Metaponto, per la presenza dell'uomo
fin dai tempi della preistoria che non a caso prescelsero
questo arco costiero per alcune sue peculiarità:
la mitezza del clima, i ripari naturali offerti dalle
innumerevoli cale e inoltre, la relativa profondità
delle acque che rendeva facili gli approdi.
LEPORANO
Nell'area di Porto Pirrone vi sono testimonianze di
comunità preistoriche dedite alla pesca e alla
pastorizia, mentre nella vicina baia di Saturo, si è
riscontrata una fiorente attività metallurgica
e frequenti contatti con mercanti dell'Egeo. Qui sono
venuti alla luce i resti di un santuario greco del VII-VI
sec. a.C., nei pressi di una fonte che più tardi
alimenterà l'acquedotto costruito per la Taranto
romana. Tutti i reperti di questa località come
di altre che incontreremo nel nostro viaggio sono gelosamente
custoditi presso il Museo Archeologico Nazionale di
Taranto.
Da non perdere: Festa Patronale in onore di S.Emidio
(3-4 Agosto) con processione, luminarie e fuochi pirotecnici;
Premio letterario "Saturo d'argento".
PULSANO
Le
sue origini risalgono alla prestoria (XII sec. a.C.);
era infatti uno dei centri più importanti del
Mediterraneo e come testimoniano i numerosi reperti,
rinvenuti in occasione delle diverse campagne di scavo,
luogo di intensi traffici e scambi culturali con la
civiltà micenea. La forte presenza dell'uomo
è il carattere ancora oggi dominante, ma in alcune
aree limitate, come ad esempio, Lido Silvana-Torre Castelluccia
resiste un vero polmone verde, rintuzzando i tentativi
d'edilizia residenziale sempre in agguato: un'estesa
pineta che ha origini antichissime. Una superba vegetazione
spontanea le fa da contorno, le canne costituiscono
una naturale barriera che si frappone tra gli orticelli
(qualche contadino dispensa ortaggi genuini a prezzi
modici) e le frequentate spiagge. Le numerose cale,
lambite da un mare trasparente, sono decorate da una
cornice di cespugli di lentisco, mirto, timo, rosmarino
e capperi che nella bella stagione inebriano i bagnanti
con i loro caratteristici profumi.
Da non perdere: Festa dell'Assunzione di Maria (15 Agosto)
con la processione per mare e attraversa tutta la costa
dalle Canne a Lido Silvana; Festival del Teatro in Vernacolo
- Luglio; Presepe Vivente - 24 dicembre/6 gennaio; Pulsanarte
- Primavera; La Pettolata - 7/8 dicembre; Le tavole
di San Giuseppe - 19 Marzo; Torneo Storico "Polso
Sano" - Agosto (gara sportive di braccio di ferro).
MONACIZZO
E'
un piccolo agglomerato tra Torricella e la costa ionica.
Il nome evoca senza dubbio la radice delle sue origini:
nacque infatti da un insediamento di monaci Basiliani
e nel XII secolo diventò possedimento dell'Arcivescovado
di Taranto. Monacizzo ebbe un ruolo importante come
centro agrario grazie alla vicinanza del mare dove si
recavano gli agricoltori per commerciare con i mercanti
che arrivavano con le navi.
TORRE OVO
A breve distanza da Monacizzo troviamo la stazione
balneare di Torricella. A pochi metri dal mare si staglia
la torre austera e sulla battigia si possono vedere
i resti della struttura portuale dell'antico molo. Da
qui i prodotti prendevano la via del mare senza essere
mediati dal porto di Taranto.
TORRE COLIMENA
Il tratto che va da Campomarino fino al promontorio
di Punta Prosciutto, interamente in territorio di Manduria,
costituisce l'ultimo lembo ad est della provincia di
Taranto e gode di uno straordinario clima mediterraneo
temperato. Lungo il litorale si possono ancora ammirare
i resti di tre torri erette sul finire del 1500 dall'imperatore
Carlo V al fine di fortificare la costa jonica della
penisola salentina dall'invasione dei corsari. Rari
tratti di scogliera si alternano ad una costa prevalentemente
sabbiosa, bassa e orlata da dune naturali di sabbia
calcarea, mista a resti di organismi marini, estese
mediamente un centinaio di metri, sormontate dal sempre
verde ginepro.
SAN PIETRO IN BEVAGNA
L'insediamento
urbano si sviluppa attorno al santuario di San Pietro
che sorge nel luogo ove, la tradizione narra, che l'apostolo
Pietro fu costretto a sbarcare a causa di un forte vento
da sud che spinse la sua nave nel 42-45 d.C. Si racconta
che la costruzione della chiesa abbia avuto inizio per
volontà dell'apostolo Pietro. Nel medioevo la
chiesa fu proprietà dei Basiliani e successivamente
dei Vescovi di Oria. Nel secolo XI fu ceduta ai Benedettini
di San Lorenzo in Aversa che la tennero fino al 1800,
epoca in cui il santuario tornò alla dipendenza
dei Vescovi di Oria. A ridosso del santuario, a circa
200 metri dal mare, fu eretta la torre a pianta ottagonale.
Da non perdere: Fiera "Pessima" (8-12 marzo);
secolare appuntamento in occasione della festa patronale
di San Gregorio Magno. La fiera fu istituita per magnanima
concessione della regina di Napoli Giovanna II che,
nel XV secolo permise di tenere questa fiera di derrate
e merci agricole per la durata di molti giorni nel mese
di marzo. Le origini del nome sono incerte ma probabilmente
ci si intende riferire alle avverse condizioni meteorologiche
che caratterizzano questo periodo dell'anno; Premio
nazionale di letteratura "E.Greco" (18 aprile);
Estate manduriana, località San Pietro in Bevagana
(luglio); Visite guidate alla zona archeologiche, al
centro storico e alla mostra "Oltre le Mura"
(luglio); Rassegna teatrale in vernacolo (luglio); Sagra
di li "pizzarieddi" (16 agosto); Sagra della
frisella (luglio); Popularia "Suoni e canti dai
sud del mondo (luglio-agosto).
Testo e Foto: Stefano
Martemucci
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