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Martedì 06 Gennaio 2009 - Ore: 12:04  
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Le Coste
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COSTA IONICA ORIENTALE

Il percorso ideale, che si snoda lungo questo tratto di costa nasce da un profondo amore per il mare e vuole essere un piccolo contributo alla diffusione della conoscenza di quest'area della Puglia che purtroppo sfugge ai noti circuiti turistici nazionali e internazionali, pur conservando un innegabile fascino che nasce dalla notte dei tempi. Questo tratto si differenzia dal litorale occidentale, che degrada fino a Metaponto, per la presenza dell'uomo fin dai tempi della preistoria che non a caso prescelsero questo arco costiero per alcune sue peculiarità: la mitezza del clima, i ripari naturali offerti dalle innumerevoli cale e inoltre, la relativa profondità delle acque che rendeva facili gli approdi.

LEPORANO

Nell'area di Porto Pirrone vi sono testimonianze di comunità preistoriche dedite alla pesca e alla pastorizia, mentre nella vicina baia di Saturo, si è riscontrata una fiorente attività metallurgica e frequenti contatti con mercanti dell'Egeo. Qui sono venuti alla luce i resti di un santuario greco del VII-VI sec. a.C., nei pressi di una fonte che più tardi alimenterà l'acquedotto costruito per la Taranto romana. Tutti i reperti di questa località come di altre che incontreremo nel nostro viaggio sono gelosamente custoditi presso il Museo Archeologico Nazionale di Taranto.
Da non perdere: Festa Patronale in onore di S.Emidio (3-4 Agosto) con processione, luminarie e fuochi pirotecnici; Premio letterario "Saturo d'argento".

PULSANO

Le sue origini risalgono alla prestoria (XII sec. a.C.); era infatti uno dei centri più importanti del Mediterraneo e come testimoniano i numerosi reperti, rinvenuti in occasione delle diverse campagne di scavo, luogo di intensi traffici e scambi culturali con la civiltà micenea. La forte presenza dell'uomo è il carattere ancora oggi dominante, ma in alcune aree limitate, come ad esempio, Lido Silvana-Torre Castelluccia resiste un vero polmone verde, rintuzzando i tentativi d'edilizia residenziale sempre in agguato: un'estesa pineta che ha origini antichissime. Una superba vegetazione spontanea le fa da contorno, le canne costituiscono una naturale barriera che si frappone tra gli orticelli (qualche contadino dispensa ortaggi genuini a prezzi modici) e le frequentate spiagge. Le numerose cale, lambite da un mare trasparente, sono decorate da una cornice di cespugli di lentisco, mirto, timo, rosmarino e capperi che nella bella stagione inebriano i bagnanti con i loro caratteristici profumi.
Da non perdere: Festa dell'Assunzione di Maria (15 Agosto) con la processione per mare e attraversa tutta la costa dalle Canne a Lido Silvana; Festival del Teatro in Vernacolo - Luglio; Presepe Vivente - 24 dicembre/6 gennaio; Pulsanarte - Primavera; La Pettolata - 7/8 dicembre; Le tavole di San Giuseppe - 19 Marzo; Torneo Storico "Polso Sano" - Agosto (gara sportive di braccio di ferro).

MONACIZZO

E' un piccolo agglomerato tra Torricella e la costa ionica. Il nome evoca senza dubbio la radice delle sue origini: nacque infatti da un insediamento di monaci Basiliani e nel XII secolo diventò possedimento dell'Arcivescovado di Taranto. Monacizzo ebbe un ruolo importante come centro agrario grazie alla vicinanza del mare dove si recavano gli agricoltori per commerciare con i mercanti che arrivavano con le navi.

TORRE OVO

A breve distanza da Monacizzo troviamo la stazione balneare di Torricella. A pochi metri dal mare si staglia la torre austera e sulla battigia si possono vedere i resti della struttura portuale dell'antico molo. Da qui i prodotti prendevano la via del mare senza essere mediati dal porto di Taranto.

TORRE COLIMENA

Il tratto che va da Campomarino fino al promontorio di Punta Prosciutto, interamente in territorio di Manduria, costituisce l'ultimo lembo ad est della provincia di Taranto e gode di uno straordinario clima mediterraneo temperato. Lungo il litorale si possono ancora ammirare i resti di tre torri erette sul finire del 1500 dall'imperatore Carlo V al fine di fortificare la costa jonica della penisola salentina dall'invasione dei corsari. Rari tratti di scogliera si alternano ad una costa prevalentemente sabbiosa, bassa e orlata da dune naturali di sabbia calcarea, mista a resti di organismi marini, estese mediamente un centinaio di metri, sormontate dal sempre verde ginepro.

SAN PIETRO IN BEVAGNA

L'insediamento urbano si sviluppa attorno al santuario di San Pietro che sorge nel luogo ove, la tradizione narra, che l'apostolo Pietro fu costretto a sbarcare a causa di un forte vento da sud che spinse la sua nave nel 42-45 d.C. Si racconta che la costruzione della chiesa abbia avuto inizio per volontà dell'apostolo Pietro. Nel medioevo la chiesa fu proprietà dei Basiliani e successivamente dei Vescovi di Oria. Nel secolo XI fu ceduta ai Benedettini di San Lorenzo in Aversa che la tennero fino al 1800, epoca in cui il santuario tornò alla dipendenza dei Vescovi di Oria. A ridosso del santuario, a circa 200 metri dal mare, fu eretta la torre a pianta ottagonale.
Da non perdere: Fiera "Pessima" (8-12 marzo); secolare appuntamento in occasione della festa patronale di San Gregorio Magno. La fiera fu istituita per magnanima concessione della regina di Napoli Giovanna II che, nel XV secolo permise di tenere questa fiera di derrate e merci agricole per la durata di molti giorni nel mese di marzo. Le origini del nome sono incerte ma probabilmente ci si intende riferire alle avverse condizioni meteorologiche che caratterizzano questo periodo dell'anno; Premio nazionale di letteratura "E.Greco" (18 aprile); Estate manduriana, località San Pietro in Bevagana (luglio); Visite guidate alla zona archeologiche, al centro storico e alla mostra "Oltre le Mura" (luglio); Rassegna teatrale in vernacolo (luglio); Sagra di li "pizzarieddi" (16 agosto); Sagra della frisella (luglio); Popularia "Suoni e canti dai sud del mondo (luglio-agosto).

Testo e Foto: Stefano Martemucci

 

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