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a sud della Puglia, lungo il litorale adriatico del
Salento, ed esattamente nel comune di Vernole, in provincia
di Lecce, la Riserva Naturale "Le Cesine"
è stata dichiarata zona umida d'importanza internazionale.
La sua istituzione risale al 1980, è gestita
dall'associazione WWF e si estende su una superficie
di circa 400 ettari, costituiti da ambiente con dune,
pinete, macchia mediterranea, area palustre e zona coltivata.
La pineta è costituita prevalentemente da pino
d'Aleppo, pino marittimo e pino domestico; cospicue
sono le formazioni di quercia spinosa. In questa zona
la costa, principalmente sabbiosa, si estende per circa
6 chilometri e la zona umida, in particolare, raccoglie
due laghi retrodunali di natura salmastra e una rete
di canali. Inoltre, tipiche piante della duna, tra cui
la rughetta marina, il ginepro, il fenicio, l'eringio
marittimo e il giglio di mare, rendono la riserva la
più bella zona umida del Salento. Nella macchia
mediterranea fioriscono bellissime orchidee e garofani
selvatici e la vegetazione palustre, molto sviluppata,
presenta la tifa e l'iris giallo; nell'oasi, invece,
vegeta la campanella selvatica, oltremodo minacciata
in Italia. In questa riserva naturale gli uccelli migratori
trovano un buon rifugio, infatti molto ricca e varia
è l'avifauna. Sono presenti piro piro, voltapietre,
beccaccia di mare, germano reale, ed ancora la folaga
e il moriglione; quest'ultimo, simbolo della riserva.
Tra gli uccelli più rari è possibile trovare
il fistione turco, l'oca lombardella, il cigno reale,
lo svasso piccolo, il fenicottero, ed ancora, la gru
e la spatola; tra i mammiferi, invece, i più
comuni sono la volpe e il tasso, mentre tra i rettili
sono frequenti il ramarro, il biacco, il cervone e il
più raro, il colubro leopardino, localmente chiamato
"lingua di fuoco". Si consiglia di visitare
la riserva nel periodo tra il 15 Settembre ed il 15
Maggio, in determinati giorni della settimana e secondo
orari speciali; sono in funzione percorsi natura, speciali
camminamenti, torri di osservazione e visite a piedi
lungo speciali
sentieri che permettono l'osservazione dei differenti
ambienti della riserva. Si consiglia, inoltre, un equipaggiamento
leggero e comodo, con cappellino per ripararsi dal sole,
stivaloni di gomma per le passeggiate negli ambienti
palustri e una macchina fotografica per immortalare
questo paradiso terrestre. Per raggiungere facilmente
la riserva, è consigliabile percorrere la strada
litoranea che da San Cataldo porta a Santa Foca, seguendo
la segnaletica del WWF.
Testo: Felicetta Pavone
Foto: Angelo Antelmi
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