| La
Legge regionale n°19 del 24 Luglio 1997, individua
nella Regione Puglia 33 nuove aree naturali protette,
e tra le aree di rilevante importanza naturalistica
ed ambientale figura l'area naturale della foce del
fiume Ofanto.
La foce del fiume Ofanto, rientra nell'area più
vasta del bacino idrografico del fiume Ofanto. Il bacino
idrografico del fiume Ofanto si estende per oltre 2.700
Km², interessa tre regioni: Campania, Basilicata
e Puglia; quattro provincie Avellino, Potenza, Foggia
e Bari; ha al suo interno 36 centri abitati e 15 sono
Comuni che pur facendo parte del suo bacino, presentano
il centro abitato oltre la linea dello spartiacque.
Il bacino del fiume Ofanto non presenta una sola sorgente
con elevata portata ma bensì possiede diverse
sorgenti sparse all'interno del bacino idrogeologico,
la sorgente di riferimento da cui nasce il fiume Ofanto
è posta in prossimità dell'abitato di
Torella dei Lombardi, in località "fontana
che bolle", in destra della S.S. 7 al km 349,1.
Il fiume Ofanto, presenta una lunghezza pari a 170 km,
così come si evince dalla delibera di Giunta
della Regione Puglia n° 6151, del 26/10/1990 istitutiva
del bacino interregionale del fiume Ofanto dove sono
anche approvati gli schemi previsionali e programmatici.
Nella
stessa delibera di giunta per la prima volta si incomincia
a parlare di proteggere e valorizzare l'ambiente del
fiume infatti è riportato "...nell'ambito
delle opportunità previste dalla legge n°67
del 1988, sez. V, lettera f dell'art. 8, riguardanti
la salvaguardia e la valorizzazione ambientale d'aree
di particolare rilevanza ambientale, è stato
proposto al Ministero dell'ambiente, per il relativo
finanziamento un progetto integrato per la salvaguardia
e la valorizzazione della foce del Fiume Ofanto".
Il progetto di formazione prevede tra le varie fasi
oltre alla formazione in campo ambientale di giovani
disoccupati anche interventi mirati alla valorizzazione
di tre aree con una riserva naturale integrale, riserva
naturale orientata e area per il tempo libero.
Tutto l'intero bacino del fiume è posto sotto
la tutela dell'Autorità di Bacino del fiume Ofanto,
organismo tecnico e politico istituito ai sensi della
Legge n°183 del 18/05/1989.
Allo stato attuale la Regione Puglia ha individuato
nella Provincia di Bari l'organismo tecnico e politico
che dovrà procedere alla individuazione e perimetrazione
dell'area naturale protetta denominata foce Ofanto.
Tale area ubicata tra i Comuni di Barletta e Margherita
di Savoia, ed è auspicabile che sia inserito
l'intero tratto pugliese del fiume. Essa, presenta interessanti
motivi di salvaguardia, inquanto rappresenta un'importante
zona umida per la sosta e lo svernamento dell'avifauna
migratoria.
L'importanza
di questa zona umida, deriva dalla necessità
di rinaturalizzare il territorio che a causa dell'eccessiva
caccia impedisce la sosta dei migratori, a ciò
si aggiunge la presenza d'acque cariche d'inquinanti
raccolte da tutto il bacino ed infine alla messa a coltura
delle aree golenali con l'originaria vegetazione boschiva
oggi completamente distrutta.
Tra le varie iniziative possibili, una volta perimetrata
ed inserita come riserva naturale orientale regionale,
la foce Ofanto potrà ospitare sentieri attrezzati,
visite guidate a scopo didattico, attività di
birdwatching, orto botanico, vivai per la flora autoctona,
interventi di sperimentazione ecologica attiva come
la messa a dimora di nidi artificiali e tutte le possibili
forme di valorizzazione di territorio già fortemente
antropizzato e degradato.
Testo: Prof. Ruggiero
Maria Dellisanti
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