| PERCORSO:
Barletta, Castel del Monte, Diga del Locone, Minervino
(KM. 116 circa)
DIFFICOLTA': medio alta, fondo asfaltato
Questo
itinerario attraversa la bassa Murgia, può essere
un ottimo punto di partenza per conoscere le migliori
risorse architettoniche e paesaggistiche della Puglia.
Sfruttando l'ottima rete stradale e ferroviaria si può
raggiungere la stazione di Barletta provenendo indistintamente
da Nord o da Sud. La sua vicinanza con siti storici
e naturalistici di grande rilievo ne fanno un ottimo
punto di partenza. Prima di iniziare il percorso si
consiglia la visita ai principali monumenti della città,
tutti facilmente raggiungibili dalla stazione essendo
ubicati nel centro storico. Partendo da corso Garibaldi
si incrocia la chiesa del San Sepolcro, nel cui piazzale
antistante è situata la statua del colosso Eraclio.
Di fronte, prendendo una delle sette rue, arriviamo
al cospetto della facciata barocca del Palazzo della
Marra. Procedendo a destra lungo via Cialdini costeggiamo
la cantina della Disfida di Barletta per poi arrivare
lungo via duomo alla Cattedrale Santa Maria Maggiore.
Superato il campanile si vedrà di fronte uno
dei quattro bastioni del Castello Federiciano, che ospita
la collezione De Nittis. Il percorso proposto in bicicletta
con l'aiuto del road book allegato vi permetterà
di scoprire il paesaggio lungo strade poco trafficate.
L'itinerario parte dalla stazione ferroviaria di Barletta,
attraversati i giardini e svoltando a sinistra ci si
immette su via Imbriani che ci porta, superando il ponte,
fino all'estrema periferia Ovest della città.
La prima parte del percorso, circa 20 km si snoda lungo
una strada provinciale abitualmente frequentata da cicloamatori.
La prima sosta si può effettuare a Montegrosso
dopo 23 km dove si possono riempire le borracce alla
fontana. Lasciato Montegrosso si svolta a sinistra verso
il santuario del S.S.Salvatore per poi prendere la strada
in salita che ci porta ai 480 m. di Castel del Monte.
A Castel del Monte, dopo i 53 Km percorsi, siamo a metà
del percorso e ci si può rifocillare, per poi
proseguire, questa volta in discesa, verso Minervino
Murge e poi alla diga del Locone. La
diga prende il nome dal torrente Locone arginato per
creare un invaso d'acqua per irrigazione. Il bacino
d'acqua dolce ha ricoperto una valle allagando case
e strade, ancor oggi riconoscibili dai tetti e dai comignoli
più alti che affiorano al centro della diga.
Questo nuovo microclima ha creato l'habitat ideale per
aironi, cormorani, svassi e falchi. Dalla diga il percorso
continua per 15 km costeggiandola, attraversando zone
rimboscate e canneti. Lasciata la diga ci aspetta una
lunga salita che ci riporta a Minervino.
Testo: Michele Torre
Foto: Angelo Antelmi
In collaborazione con RUOTALIBERA
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