| VINO
COTTO
E' il normale "vino cotto"
molto in uso nelle campagne. Lo si ottiene facendo cuocere
a lungo la prima colata del mosto. Chi non dispone del
mosto e desidera prepararlo in casa, può farlo
scegliendo uno dei seguenti modi.
Vino cotto fatto con l'uva
Spremere diversi grappoli d'uva, bianca o nera, purché
sia dolce (non uva americana che in Puglia non esiste).
Filtrare il succo ottenuto attraverso un telo bianco
(così da avere un liquido limpido senza tracce
di pellicine o di semi) facendolo cadere in un recipiente
non di alluminio. Far bollire il succo a fiamma bassissima
per diverse ore, mescolandolo sovente con un cucchiaio
di legno sino a che il liquido non sia diventato denso
e filante come il miele.
Vino fatto con i soli fichi
Occorrono diversi chili di fichi, bianchi o neri, purché
dolcissimi. Lavarli molto bene, tagliarli a metà
e metterli (completi della loro pelle) in un recipiente
molto largo, non di alluminio: coprirli abbondantemente
di acqua. Cuocere i fichi per diverse ore a fiamma bassissima
mescolandoli sovente con un cucchiaio di legno. Saranno
cotti solo quando avranno assorbito tutta l'acqua e
si saranno ridotti in poltiglia. Stendere su un altro
recipiente un telo bianco facendolo tenere ben fermo
da qualcuno, versarvi sopra i fichi cotti, che in questo
modo lasceranno gocciolare tutto il succo (schiacciarli
eventualmente ogni tanto col cucchiaio di legno) così
che sul panno resteranno i semi e le pelli. Rimettere
il passato a cuocere, sempre a fiamma bassissima, mescolando
sovente col cucchiaio di legno il succo ottenuto, fino
a che non sarà diventato della densità
del miele.
NOTA: entrambi questi tipi di vino
cotto si conservano a lungo in bottiglie o vasetti di
vetro ben chiusi e posti in luogo fresco. Sono ottimi
per dolcificare, in luogo del miele, le "carteddate"
e i "purciduzzi", oppure per versarlo sulle
"pettole". I pugliesi lo usano come medicinale,
perché è un ottimo emolliente.
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