| CARTEDDATE
E PURCIDUZZI
(dolci al miele)
Ingredienti
farina bianca gr. 500
lievito di birra gr. 20
un bicchiere di marsala, liquore dolce e forte (oppure
vino bianco)
zucchero al velo
miele (o vin cotto)
cannella in polvere
olio d'oliva
sale
Per preparare questi dolci, che nella Puglia è
usanza servire soprattutto a Natale, fare un impasto
con la farina, il lievito sciolto in acqua tiepida e
salata, gr. 100 di olio e del liquore, tanto quanto
basta per ottenere una pasta della consistenza di quella
del pane. Lasciarla lievitare per circa due ore. (Presso
molte famiglie si usa, anziché adoperare l'olio
allo stato normale, metterlo a fuoco, in un tegamino,
unirvi un pezzetto di scorza di limone o di arancia;
farlo scaldare bene badando a non bruciare la scorza
e lasciarlo poi raffreddare prima di incorporarlo alla
farina). Quando la pasta sarà lievitata, stendere
la sfoglia molto sottile: usando la rotellina dentata
ricavare delle strisce di circa cinque centimetri di
larghezza e lunghe almeno 50 centimetri. Piegare a metà
questi "nastri" portandoli a due centimetri
e mezzo di larghezza. A distanza di tre centimetri l'uno
dall'altro, fare dei pizzichi che riuniscano a intervalli
regolari i due lembi aperti delle strisce; poi arrotolarle
a spirale congiungendo ancora la pasta con dei pizzichi
nei punti non congiunti precedentemente, ma premendo
insieme il lembo esterno della striscia della parte
già avvolta a spirale con il lembo interno della
parte che ancora non è stata avvolta. Si otterrà
così una specie di rosa (volendo si possono fare,
usando la pasta di alto spessore, nodi d'amore, farfalle,
ecc.). Quando tutte le rose saranno state preparate,
friggerle in olio bollente mettendole poi a scolare
capovolte, in modo che esca l'eventuale olio depositato
nelle piccole pieghe della pasta. In un'altra padella
per fritti versare abbondante miele; mettere a fuoco
e, quando inizierà a bollire, adagiarvi delicatamente
le roselline fritte lasciando che assorbano il miele
per pochi minuti, sia da un lato che dall'altro. Sistemarle
a piramide sul piatto di portata spolverizzando l'insieme
con zucchero al velo e cannella in polvere; in alcuni
paesi usano invece dei piccolissimi confettini colorati:
le "carteddate" sono ottime sia calde che
fredde. Vi è anche l'usanza di inzupparle, anziché
nel miele, nel vino cotto; ambedue sono tradizionali.
NOTA: i "purciduzzi" si
preparano, per quanto riguarda la pasta, seguendo lo
stesso procedimento delle "carteddate". Dalla
pasta si ricavano poi tanti rotolini, si tagliano a
piccoli pezzi e si passano sul rovescio della grattugia:
saranno pressoché identici ai normali gnocchi
di patate. Friggerli nell'olio e successivamente insaporirli
nel miele bollente; sistemarli sul piatto e cospargerli
di confettini colorati.
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