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I
Romani, e probabilmente i Greci ancor prima, spesso
concentravano mediante cottura il mosto di uva per produrre
vini che, a causa dei loro livelli di alcool relativamente
alti, potevano essere invecchiati a lungo. Con lo stesso
obiettivo spremevano dei grappoli parzialmente essiccati
e facevano fermentare il succo per produrre vini passiti.
E' da questa antica tradizione che nasce il Vincotto.
Il Vincotto è uno sciroppo che non si prepara
facendo cuocere il vino, come lascia intendere il nome,
ma facendo sobbollire a lungo il succo d'uva prima che
abbia inizio il processo della fermentazione. Ultimata
la cottura, lo sciroppo si lascia riposare per circa
un mese. La ricetta richiede molta cura perché,
il Vincotto, potrebbe guastarsi.
La preparazione del cotto di fichi, cunette de chjacune,
segue un procedimento molto più lungo e complicato.
Inizia nella seconda metà di agosto, quando si
raccolgono i fichi più maturi e si lasciano cuocere,
per ore, in una caldaia possibilmente a legna. Ultimata
la cottura, si versa tutto in un sacco di canapa a maglie
strette e si lascia filtrare il liquido per un giorno.
Si ripone sul fuoco Il liquido filtrato, per almento
3-4 ore lasciandolo addensare. La preparazione ottenuta
si conserva a lungo in bottiglie chiuse ermeticamente
In passato il vincotto era l'unico condimento che la
popolazione utilizzava durante le festività invernali,
la tradizione contadina lo considera, tuttora, un validissimo
rimedio contro il raffreddore, opinioni più "colte"
gli attribuiscono un elevato potere antiossidante, in
questo modo si catturano i radicali liberi combattendo
malattie vascolari, tumorali e l'invecchiamento in genere.
Altro che medicine!
Testo: Antonio Giangrasso
Foto: Archivio Xenia
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