La Puglia è leader indiscussa nel settore dell’uva da tavola con il 64,3 % della produzione nazionale affermando il suo ruolo di centralità anche in termini di qualità. E’ necessario ricordare che l’Italia è il Paese maggior produttore, con 15,3 milioni di quintali, ma appena a ridosso, in questa classifica, abbiamo la Turchia, che vede ritmi di crescita molto sostenuti (59% negli ultimi anni), e al terzo posto il Cile. Non è comunque il caso di dormire sugli allori. Da tempo ormai gli addetti ai lavori hanno individuato la necessità di pervenire ad un anticipo della maturazione, per arrivare prima sui mercati e spuntare prezzi più alti. Nelle zone più precoci del litorale adriatico di Torre a Mare, Mola, Cozze e Polignano, all’interno nelle zone di Conversano, Rutigliano, Noicattaro e Capurso e del litorale ionico di Castellaneta e Ginosa, l’uva raggiunge i requisiti commerciali già il 20 giugno.
Questa anticipazione, ottenuta grazie a tecniche di copertura dei vigneti e a trattamenti chimici consentiti dalla legge, permette di vendere l’uva a 3.000 lire al Kg, ricavando per ogni ettaro circa 90 milioni che al netto delle spese, permette un utile di 60 milioni. Le produzioni ancora più precoci invece, ai primi di giugno, sono molto limitate e sono soprattutto in Sicilia. In questo periodo è terminata la commercializzazione dell’uva proveniente dal Sudafrica e Cile, ma si affacciano sul mercato le produzioni del Brasile, Egitto, Israele e Cipro. Tuttavia i quantitativi importati sono ancora abbastanza modesti e questo periodo rimane ancora favorevole per incrementare le nostre produzioni precoci.
La qualità più ricercata e invidiata in tutto il mondo è l’uva Italia. Ha un sapore gradevole e delicato di moscato molto gradito al pubblico, ha un caratteristico colore giallo dorato e quando arriva sul mercato, in agosto, spiazza tutte le altre varietà, dominando incontrastata la scena. Dal punto di vista commerciale ha un solo difetto, i semi, ma attenzione! Pare che in Spagna sia stata creata una varietà senza semi.
Gli sforzi degli operatori del settore dovrebbero essere rivolti ad anticipare il mercato e non a subirlo passivamente, occorre una visione strategica e di lungo periodo, frutto di
esperienza e conoscenza che va integrata con politiche commerciali di ampio respiro che i singoli produttori, se non associati, non sono in grado di mettere in campo, per il mancato raggiungimento di dimensioni significative.
Negli ultimi anni il consumatore di uva da tavola è diventato esigente, preferisce grappoli di media pezzatura, con acino grande, a polpa croccante, buccia sottile, sapore dolce e colore accentuato. Il consumatore del Nord Europa dà più importanza alla pezzatura che al colore, mentre quello inglese è orientato verso il consumo di uve bianche di altissima qualità. Meno esigente è il consumatore tedesco che accetta un prodotto ben confezionato e standardizzato ma non di gran qualità. Le uve nere e rosse riscuotono minori preferenze, vengono prese in considerazione solo se gli acini sono di buona pezzatura e intensamente colorati.
Link utili
- Il sito istituzionale di riferimento è quello del Ministero
delle Politiche Agricole, del quale vi invito ad apprezzare la sezione
statistica.
- Altro punto di riferimento è il sito dell'Istituto per studi, ricerche
e informazioni sul mercato agricolo (ISMEA).
La sezione Telemercato Agricolo propone un buon tentativo di e-commerce
dedicato ai prodotti agricoli.
- L'associazione regionale
pugliese tecnici e ricercatori in agricoltura è orientata ai problemi
che incontarno i nostri agricoltori e fornisce servizi utili e informazioni
sempre aggiornate sulle proprie iniziative.
- Meritano certamente una visita i siti ufficiali delle due maggiori associazioni
di categoria degli agricoltori: la Coldiretti
e la Confagricoltura.
- Vi segnalo anche Foodland,
portale dell'enogastronomia che offre una serie di servizi gratuiti per
far conoscere i prodotti tipici e valorizzare gli alimenti di alta qualità.
Testo: Stefano Martemucci
Foto: Stefano Martemucci
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