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Giovedì 07 Agosto 2008 - Ore: 23:10  
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Tra campagna e cittą
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TRA CAMPAGNA E CITTA': LA NATURA DAL FINESTRINO 

Il convoglio che lascia la stazione di S. Severo sembra uscire controvoglia dall'ombra delle pensiline: appena fuori il sole del tavoliere lo avvolge in una luce bianchissima. L'occhio ha bisogno di tempo per abituarsi al forte contrasto della luce esterna con l'ombra ariosa dello scompartimento poi, comodamente seduti, iniziamo a goderci il panorama che sfila lento dal finestrino.
Attraverso le linee ferroviarie è possibile raggiungere località turistiche rinomate come Rodi Garganico o Peschici senza dover sopportare lo stress della guida, senza problemi di code o parcheggi. Per di più alcune stazioni come quelle di Rodi, S. Menaio e Peschici-Calenelle distano solo pochi metri dalla spiaggia. E dove la strada ferrata non può arrivare sono stati predisposti sistemi di autolinee che offrono una copertura capillare del territorio fornendo così un servizio indispensabile al turista che non si accontenti di conoscere in maniera superficiale questa parte della Puglia. Ma se il mezzo di trasporto è funzionale al raggiungimento di una meta non è detto che la meta non possa essere il viaggio stesso: il treno attraversa zone del promontorio che non sarebbero raggiungibili con l'auto ed offre dal finestrino punti di vista grandiosi ed insoliti. Lasciata la stazione di S. Severo il treno attraversa vigneti ed uliveti finché, arrivato nella stazione di S. Marco in Lamis, non si trova al cospetto dei ciclopici bastioni della montagna. Campi di pomodoro si stendono fin dove il terreno è pianeggiante poi le coltivazioni lasciano spazio alla gariga, ambiente frequente nelle aree più secche del mediterraneo. Passando fra olivi, fichi d'india, olivastri e carrubi il treno si prepara al tratto più duro dell'intera linea: la salita che lo porterà con curve strettissime al passo di Ingarano; dai suoi 273 metri di altezza appaiono i laghi di Lesina e di Varano e in fondo il mare. A queste altezze i boschi di querce cominciano a sostituirsi alla macchia, ma l'elemento predominante del paesaggio è la pietra, fenomeno non insolito nel paesaggio pugliese. Si attraversa una zona interessata da imponenti fenomeni geologici dovuti alla natura carsica del sottosuolo, gole, grotte e dirupi caratterizzano l'ambiente in questa parte del percorso. Il treno arriva a Sannicandro, paese che merita una visita per il suo centro storico, la Cattedrale (del 1535) e il castello del sec. XV, attribuito a Federico II. Chi abbia interessi più schiettamente naturalistici troverà nel territorio di Sannicandro, spettacolari fenomeni carsici come la grotta di Pian della Macina e, circondata dal bosco, la Dolina Pozzatina, una delle più grandi depressioni naturali d'Italia. Passato Sannicandro la ferrovia continua a salire finché, oltre il bivio Capoiale, dopo la sosta a Cagnano Varano, ridiscende sul livello del mare per costeggiare il lago omonimo, luogo di stazionamento, insieme al vicino lago di Lesina, di numerose specie di uccelli e quindi meta imperdibile per gli appassionati di birdwatching. Il paesaggio si è addolcito e alla roccia e alla macchia adesso si sostituisce una piana ricca di olivi dominata dal paese di Carpino, disposto ad anfiteatro sull'altura subito prospiciente il lago. Un tramonto di fuoco nello specchio del lago di Varano è già sufficiente a giustificare una visita al paese, ma anche il suo centro storico è degno di attenzione e merita considerazione. La ferrovia non raggiunge direttamente l'abitato come accade anche per i paesi di Ischitella e Vico del Gargano, ma i paesi sono tutti efficientemente serviti dalle autolinee, quindi non è un problema raggiungerli al termine della corsa in treno. I binari adesso scorrono a pochi metri dal mare e sulle alture circostanti iniziano le pinete che coprono la zona costiera del promontorio fino a Mattinata, senza soluzione di continuità. Appollaiata su un piccolo promontorio appare la cittadina bianca di Rodi, una delle star del turismo balneare garganico: la linea prevede più di una fermata direttamente su questo splendido litorale proprio per soddisfare le esigenze dei tanti frequentatori delle sue spiagge. Rodi è inoltre porto di scalo per i traghetti che raggiungono le isole Tremiti. La ferrovia scorre fra la sabbia e la pineta e il profumo della resina invade gli scompartimenti quando si percorrono gli ultimi chilometri di questa tratta, quelli che dividono la stazione di S. Menaio da quella di Peschici-Calenelle. All'ombra degli oleandri l'ultima stazione sonnecchia, stordita dal sole e dal canto delle cicale, si risveglia di soprassalto solo in occasione dell'arrivo del convoglio, ma presto ripiomba in un compiaciuto dormiveglia e il tempo ritorna a scorrere con i ritmi sospesi del Mediterraneo garganico.

Testo e foto: Peppe Allegretta

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