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 LA MONTAGNA SACRA: SAN GIOVANNI ROTONDO 


San Giovanni Rotondo, che deve l'epiteto alla chiesetta della Rotonda, un antichissimo battistero a pianta circolare costruito sul preesistente tempio di Giano, si identifica ai giorni nostri con il convento di Santa Maria delle Grazie, dove nel 1916 entrò per rimanervi fino alla fine un frate chiamato Padre Pio. Oggi quel piccolo convento risalente al 1500 e la secentesca chiesetta annessa sono visitati da sette milioni di pellegrini all'anno, che ne fanno uno dei santuari più frequentati d'Europa, secondo nel mondo solo a quello di Santa Maria de Guadalupe. Giungendo nell'ampio piazzale del santuario, si è immediatamente attratti dalla "Casa Sollievo della Sofferenza", imponente ospedale fortemente voluto da Padre Pio e inaugurato nel 1956. Oggi l'ospedale è passato da 250 a 1200 posti-letto ed è dotato di servizi diagnostici e attrezzature d'avanguardia, la sua crescita non conosce soste con l'apertura del nuovo poliambulatorio dedicato a Giovanni Paolo II. Superato l'ospedale, un lungo percorso in salita,tra pini e cipressi, si sviluppa sulle balze del monte Castellano. È la via Crucis di Padre Pio inaugurata nel 1971. Le stazioni sono segnate da pannelli bronzei realizzati dall'artista Francesco Messina a rilievo e incastonati in edicole in granito sorrette da basi di granito e porfido. Alle spalle dell'opera, frutto di innovazione e ingegno, sorge la nuova Chiesa di S. Pio, progettata dall'architetto Renzo Piano, la quale è stata inaugurata nel 2004, dopo dieci anni di intensi lavori. L'edificio di Piano è in grado di ospitare fino a 6.500 fedeli, mentre un grande spazio aperto comunicante con l'aula liturgica consente ad altre 30mila persone circa di assistere alle cerimonie religiose, tra tutte la più seguita è la veglia che si celebra la notte fra il 22 e il 23 settembre di ogni anno, in cui si prega con e per il Santo. Artisti di fama mondiale come Domenico Palladino, Giuliano Vangi e Arnaldo Pomodoro hanno dato il proprio contributo per la realizzazione di sculture e arredi sacri. Palladino ha realizzato il portone in bronzo dell'ingresso liturgico; l'ambone (luogo della proclamazione della parola di Dio) a destra dell'altare porta la firma di Vangi, mentre Pomodoro ha realizzato la croce in bronzo dorato sospesa sull'altare, illuminata da un cono di luce naturale che filtra da un'apposita apertura della copertura.
Un senso di apertura si avverte dinanzi al sagrato del nuovo edificio sacro: un percorso di ulivi e pietra chiara si fonde con l'azzurro del cielo e conduce i fedeli all'ingresso monumentale della Chiesa definita dallo stesso Piano "casa aperta".
E', però, nella cripta della vecchia chiesa, quella dove padre Pio ricevette le stimmate, che si trova il sarcofago di marmo scuro del frate. Migliaia di pellegrini di ogni condizione e di ogni continente ininterrottamente vengono a pregare in questo luogo. Qui il 23 maggio del 1987 è venuto anche Karol Wojtyla, Papa Giovanni Paolo II, che nel 1962, quando era vescovo vicario di Cracovia, aveva chiesto le preghiere di Padre Pio per una sua amica madre di quattro figli malata di cancro e la donna era improvvisamente guarita. In quello che era il convento, quando Padre Pio vi entrò, si può vedere la cella incredibilmente piccola del frate, con ancora conservati il letto e altri pochissimi oggetti che aveva in uso.

Testo: Mariella Dibenedetto
Foto: Archivio Xenia

 

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