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ITINERARI DI FEDE E DI ARTE: LE CITTA'  - TRANI
 

 
Punto di partenza ideale per un itinerario di visita alla città è la Cattedrale: proseguendo per via Alvarez, anticamente detta Strada Muraglie del Castello, si raggiunge, in via Romito, la chiesa di San Giacomo, un vero e proprio gioiello che impreziosisce il centro storico. Di origine romanica (sec. XII), con il titolo di Sancta Maria de Russis, si distingue per il ricco patrimonio di figure zoomorfe ed antropomorfe aggettanti, presenti sulla facciata principale. Tornando verso piazza Duomo, procedendo verso destra per Via Archivio, l’antica strada del Tribunale, superata piazza Sacra Regia Udienza, in piazza Trieste è collocato il seicentesco palazzo Gadaleta, oggi sede di uffici della procura della Repubblica, che incorpora l’antica chiesa di S. Lucia, uno dei tanti edifici di culto che, nel XII secolo, si affacciavano sull’insenatura del porto, e di cui è possibile osservare soltanto il superstite portale, decorato a grani di rosario. Ad angolo con via Ognissanti sorge il Palazzo Caccetta, e accanto a quest’ultimo si trova la chiesa di S. Teresa, eretta tra il 1754 e il 1768 in luogo della distrutta chiesa di S. Marco; la struttura interna è a pianta ottagonale con copertura a cupola e conserva una vasta suppellettile risalente all’epoca di costruzione dell’edificio: una cantoria lignea intagliata e dipinta, quattro coretti e confessionali con sedili laterali.
Oltrepassata la chiesa di S. Teresa e procedendo per via Ognissanti è possibile raggiungere la chiesa di Ognissanti (sec. XII), conosciuta anche come chiesa dei Cavalieri Templari (la presenza a Trani di quest’ordine cavalleresco è documentata nel 1143). Essa costituisce un magnifico esempio d’architettura romanica, che rientra, in proporzioni miniaturistiche, nella categoria e nel periodo delle grandi cattedrali pugliesi. Elemento d’unione tra la domus praeceptoria dei cavalieri ed il sacro edificio era un avancorpo porticato, considerato oggi un unicum in tutta l’architettura romanico- pugliese per il suo perfetto stato di conservazione; tre ingressi configurano la strutturazione interna, a pianta rettangolare divisa in tre navate, con copertura a capriate lignee e senza transetto. Su via Prologo, caratteristica è la piccola chiesa di S. Nicola Piccinino (sec. XVI), in origine una vecchia stalla annessa al palazzo Bianchi. Fu qui che il Santo trovò ospitalità quando le sue condizioni di salute si aggravarono e dove molti dei cittadini tranesi andarono a fargli visita, prima che il 2 giugno 1094 morisse. L’edificio, in cui l’arcivescovo Davanzati consacrò un altare in pietra nel 1728, è oggi aperto solo in occasione della festa patronale e il Venerdì Santo, durante la processione della Madonna Addolorata.
Procedendo verso sinistra per via La Giudea ci si inoltra nel cuore della città antica, lì dove è stato localizzato il medievale quartiere ebraico. La consistente presenza giudaica a Trani è attestata già prima del 1144, anno dell’espulsione degli Ebrei dai regni di Castiglia e d’Aragona. Secondo l’itinerario di Beniamino da Tudela, nel XII secolo la colonia ebraica tranese comprendeva almeno 200 famiglie, che si erano insediate nei pressi del porto, dalla Porta Antica fino a Scolanova ed alla chiesa di S. Anna. Nel sec. XIII l’alto senso d’imparziale giustizia dell’imperatore Federico II di Svevia nei confronti di sudditi di credo differente, permette alla comunità ebraica di realizzare ben quattro sinagoghe, per ufficiarvi i propri riti: si tratta delle attuali Chiesa di S. Anna, posta su via La Giudea; Chiesa di Santa Maria Nova o Scolanova, eretta nella piazza centrale del quartiere (piazza Scolanova), ben conservata, presenta una struttura a pianta unica canonicamente orientata verso oriente, sulla cui parete est sono visibili tracce dell’antico armadietto ligneo in cui si custodivano i rotoli della Torah. Fu cristianizzata successivamente, per mano di Carlo II d’Angiò, contemporaneamente all’attuale chiesa di S. Anna (via la Giudea), ritenuta una delle più grandi sinagoghe d’Europa del '200. La Chiesa di S. Leonardo, nel cuore della Giudecca, in prossimità dell’attuale via Gabriele Morola; Chiesa di S. Pietro Martire, distrutta nel '700. Ritornando su via La Giudea, voltando a destra dopo la chiesa di Scolanova, si giunge a Porta Antica, detta anche Porta Aurea, appartenente alla cinta muraria longobarda. Passando sotto l’arco di Porta Antica, su per una scalinata, uno stretto e caratteristico vicolo conduce in Piazza Mazzini al rione e alla chiesa di S. Donato con la Torre dell’Orologio, datata 1473 da un’iscrizione collocata sul fianco settentrionale e sormontata dallo stemma cittadino. La Torre costituisce la costruzione più alta di Trani, dopo il campanile della cattedrale. Da Piazza Mazzini, percorrendo verso destra via M. Pagano e salendo poi per via S. Agostino, si giunge in Piazza Gradenigo, che ospita la chiesa di S. Agostino. L’edificio, intitolato a S. Sebastiano, viene eretto nel 1503 sotto gli auspici del governatore veneto di Trani, Giuliano Gradenigo, mentre sulla città imperversava una terribile pestilenza; affidato nel 1533 ai Padri Agostiniani, muterà il nome in quello attuale.
A sinistra della chiesa di S. Agostino s’intraprende Via Pedaggio S. Chiara, da cui si raggiunge la chiesa di S. Chiara e l’attiguo monastero, entrambi costruiti nel '300, ma ristrutturati nei secoli successivi. Il monastero, che si affaccia sulla piazza anticamente denominata largo Portaria di Santa Chiara (secondo un’iscrizione lapidea murata al lato sinistro del portale), assume, infatti, la forma attuale nella prima metà del XV secolo. Ritornando su via Mario Pagano e percorrendola, questa volta, verso sinistra si arriva alla chiesa di S. Andrea, eretta nei primi decenni del sec. XII e dedicata a S. Basilio almeno fino al 1644. E’ uno dei più antichi edifici di culto a cupola centrale della Puglia, che, nonostante gli interventi d’epoca successiva, conserva nell’attuale facciata esterna motivi architettonici originari: le eleganti finestrine a losanga traforate. Arrivati a Piazza della Libertà, sulla destra, si può ammirare la chiesa di S. Francesco, originariamente (sec. XII) nota come chiesa della SS.ma Trinità di Cava. Fondata dall’abate Domenico Benincasa del Cenobio Benedettino di Cava dei Tirreni (Sa), è consacrata dall’arcivescovo Bertrando nel 1184; nel '500 passa poi ai Francescani, che ne modificano l’interno, allungando l’abside, già semicircolare, in un coro quadrangolare, e le danno la denominazione attuale. In stile architettonico romanico, si annovera tra le poche chiese pugliesi a tre cupole, come quelle di S. Benedetto a Conversano, d’Ognissanti a Valenzano, di S. Corrado a Molfetta. Lasciando Piazza della Libertà e riprendendo via Ognissanti, si arriva a piazza Longobardi, il cui nome sembra risalire ad uno stanziamento lombardo in questo sito nel sec. XIII. Voltando a destra dopo la piazza si apre allo sguardo il bacino portuale, animato dai pescatori al lavoro e dai loro pescherecci. Esso è costeggiato da via Statuti Marittimi: percorrendola si arriva a piazza Tiepolo, su cui si affacciano la chiesa e il convento del Carmine, edificati nel sec. XV dai Carmelitani. Essi ottennero di trasferire il loro monastero di Gesù e Maria, che sorgeva a due miglia dell’abitato verso Andria, nel sito in cui già si ergevano la chiesa e il monastero di S. Giovanni della Penna dei Cavalieri Gerosolimitani. Il complesso, più volte modificato nel tempo, conserva, delle strutture architettoniche originarie, solo il bugnato rustico diviso da paraste nella parte inferiore della facciata della chiesa. All’interno di quest’ultima si conservano numerosi ed interessanti dipinti, tra cui spicca una tavola bizantineggiante del sec. XIV, che rappresenta la Madonna della Fonte; un’epigrafe al lato dell’altare su cui è posta l’icona costituisce la testimonianza scritta di una singolare leggenda: l’immagine di Maria Vergine sarebbe giunta "mirabilmente" a Trani sul dorso di un grosso pesce nel sabato santo dell’anno 1234.
Fuori della chiesa, voltando a destra, la breve via Tiepolo porta a piazza Plebiscito, dove sorge la settecentesca chiesa di S. Domenico, eretta dai Domenicani sul luogo della distrutta chiesa di Santa Croce del sec. XIII. Al suo interno è possibile ammirare, accanto ad un dipinto del '500 raffigurante la Madonna del Rosario che dona la corona a S. Domenico, una Pietà, che, realizzata nel 1521 da uno scultore locale, appare come una delle prime imitazioni del modello michelangiolesco. Sul fondo della piazza si trova l’ingresso della Villa Comunale, alla cui estremità s’innalza l’antico fortino di S. Antonio, destinato a proteggere l’ingresso orientale del porto e dal quale si distinguono con chiarezza la cattedrale e gran parte di via Statuti Marittimi; esso incorpora la piccola chiesa di S. Antonio Abate, attualmente sconsacrata e adibita a deposito. Lasciata la piazza alle nostre spalle, ritornati su via Statuti Marittimi, percorrendo via S. Giorgio, nel punto d’incontro con via Mario Pagano sorge la chiesa di S. Rocco, edificata nel 1528 da Vittor Superanzio, Governatore veneto di Trani. La facciata a bugnato rustico si arricchisce nel sec. XVII di un campanile, su cui sovrasta un orologio realizzato nel 1910. L’interno della chiesa, a navata unica, conserva quattro grandi e pregevoli tele, due delle quali attribuite a pittori di scuola napoletana del sec. XVII e raffiguranti La lavanda dei piedi e La strage degli innocenti.

 

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