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Il nostro itinerario ha inizio dalla Cattedrale (sec.XII-XIII),
intitolata a S. Maria Maggiore.
A destra della Cattedrale si nota la piccola Chiesa
di S.Pietro (sec.XVI). Procedendo per Via Duomo e deviando
a destra per Via Marino Bruno, si giunge alla Chiesa
di S. Andrea (sec. XII-XVI), una delle più ricche
di opere d’arte della città. Appartenuta
ai Francescani Osservanti, presenta un pregevole portale
scolpito ad opera di Simeon Raguseus. Nella Lunetta
si riconosce l’immagine del Cristo Pantocratore
al centro, con la Madonna, S. Giovanni, e due Angeli
ai lati. All’interno la chiesa, dalla struttura
ad aula unica, ampliata successivamente, presenta numerosi
altari impreziositi da opere d’arte e sepolture
di famiglie nobili barlettane e forestiere. Di rilievo
è la tavola che rappresenta la "Madonna
con Bambino" di Alvise Vivarini datata 1483, sul
secondo altare nella navata di sinistra, e la Natività
(1688) di Cesare Fracanzano, che adorna il primo altare
della stessa navata. Nella navata di destra di rilievo
è la Cappella della Famiglia Fraggianni dedicata
a S. Anna, che presenta un quadro della Santa attribuito
a Francesco De Mura. L’altare maggiore, di scuola
napoletana, attribuito a Calvano da Napoli, è
riccamente decorato con marmi policromi. Alle spalle
dello stesso si trova il Coro in legno ornato di bassorilievi
raffiguranti l’Immacolata e santi, realizzato
nel 1599 dal napoletano Francesco Ferrara. In corrispondenza
dell’entrata laterale della chiesa si può
ammirare un altare ligneo ripartito in ventisette nicchie,
che contengono altrettanti busti di santi, in alcuni
casi con le relative reliquie poste nel petto.
Proseguendo per via S. Andrea si Giunge a Piazza Marina
su cui si affacciano due chiese, quella della Madonna
del Carmine sulla sinistra con il relativo complesso
conventuale (sec. XV) e quella di dimensioni più
piccole di S. Cataldo (sec. XV). Risalendo per Via Marina
si giunge in Via Cialdini sulla cui destra troveremo
la piccola chiesa di S. Michele (chiusa per studi archeologici)
e subito dopo il complesso del Monte di Pietà,
costruzione barocca secentesca che comprende chiesa
e convento appartenuti ai Gesuiti, in cui si conservano
numerose tele di scuola napoletana dei secoli XVII-
XVIII. Facendo una breve deviazione per Via Nazareth
troviamo la Chiesa di S. Maria di Nazareth (sec. XVI).
Tornando su Via Cialdini e procedendo verso Piazza Plebiscito,
si incontrano il Convento e la Chiesa di S. Maria della
Vittoria, edificata tra Cinque e Seicento, ed il Convento
e la Chiesa di S. Ruggiero (sec. X-XVII), anticamente
dedicata a S. Stefano. (La visita della chiesa può
essere effettuata al mattino dalle ore 9,00 alle 11,00,
dopo aver suonato alla porta del monastero). All’interno,
la chiesa si presenta ad una sola navata coperta da
una pregevole volta in legno dorato (1600) composto
da ottanta lacunari di forma ottagonale. Al centro della
volta vi è una grande tela incorniciata raffigurante
il "Martirio di S.Stefano", opera di incerta
attribuzione (Lombardo, Vernile, Fracanzano). Sull’altare
maggiore, si conservano le reliquie di S. Ruggiero.
Da ammirare l’artistico coro con le gelosie in
legno dorato, opera del 1632. All’interno del
coro, è affrescata la Madonna in trono con il
bambino. L’opera, d’ignoto autore, fu ritoccata
nel 1860 da tale Diego Moles. Sul pavimento vi sono
cinque pietre sepolcrali con stemmi a bassorilievo.
Andando avanti si giunge in Piazza Plebiscito su cui
si affaccia la seicentesca Chiesa di S. Gaetano (in
restauro) e l’annesso Convento dei Teatini. La
facciata della chiesa si presenta con un fastigio curvilineo
raccordato da due ali inflesse che terminano con volute.
All’interno, in fondo alla navata, sotto un grande
cappellone è situato l’altare maggiore
col presbiterio chiuso da una balaustra di marmo. Nella
Chiesa si conserva un grande quadro di S. Anna del pittore
Cesare Fracanzano; la tela della Madonna della Purità,
patrona dell’Ordine dei Teatini. In questa chiesa
si conserva una reliquia della Sacra Spina della corona
di Gesù Cristo che si espone nella domenica di
Passione.
Proseguendo fino a raggiungere via Regina Margherita
al n. 111, si incontra la Chiesa parrocchiale di S.
Benedetto, costruita nel nostro secolo. L’interno
della chiesa si presenta semplice ed elegante, il tutto
finalizzato alla partecipazione attiva dei fedeli. Sono
presenti all’interno due grandi e monumentali
sculture bronzee: il Cristo Risorto (cm.280 testa-piedi)
e il Tabernacolo (cm. 170x170x100). Mentre sul campanile
svetta l’Angelo del Giubileo che ruota a 360°,
opere bronzee, dello scultore Ernesto Maria Lamagna.
Se invece proseguiamo per Via Manfredi, possiamo incontrare
sulla destra la Chiesa di S. Giovanni di Dio e le rovine
di quello che fu il Complesso di S. Lazzaro (sec. XII).
Risalendo poco oltre a sinistra per Via S. Samuele,
si giunge in Piazza Principe Umberto, dove si trova
la Chiesa di S. Agostino risalente alla fine del XII
secolo ma notevolmente rimaneggiata negli interni. Percorrendo
Corso Vittorio Emanuele si incontra sulla destra la
Chiesa di S. Giacomo (sec. XII -XIV) una delle più
antiche della città, già possedimento
dell’abbazia benedettina di Monte Sacro. Nel sacro
tempio, in origine di stile romanico, si accede dalla
parete settentrionale che si affaccia sul corso Vittorio
Emanuele, ma l’ingresso originario era ad occidente,
probabilmente con un portico e una vasta piazza. L’interno
si presenta a navata unica di circa m.30. Nella zona
presbiterale e nel locale attiguo, cappella dedicata
di recente al SS. Salvatore, vi sono i resti di una
elegante volta costolonata su "Culots", attribuite
al XIII sec. Nella Chiesa sono conservati: un prezioso
Altare Maggiore in marmo (XVIII sec.); un Sarcofago
(XIV sec.); il Battistero datato 1576; un Organo della
fine del ‘500; una statua lignea di S. Michele
Arcangelo (XVII sec.); la statua lignea del Santo Protettore
(XVII sec.); una tavola processionale a tempera raffigurante
la Madonna con bambino (XIV sec.); un’antica tela
della Madonna di Costantinopoli; un settecentesco Crocifisso
in avorio; il quadro del SS. Salvatore (Cristo alla
colonna) 1596.
Una nota particolare va riservata all’Archivio
della Prepositura di S. Giacomo Maggiore, tra i più
ampi e preziosi della Puglia. Si conservano incunaboli
e pergamene, un Antifonario del 1776 e un Graduale Romano
del 1761, poi libri battesimali dal 1559, libri matrimoniali
dal 1606, quelli dei morti dal 1636, di cresima dal
1772 e delle Messe dal 1552. La chiesa è ricca
di preziose reliquie. Proseguendo per il Corso e facendo
una piccola deviazione sulla destra per Piazza Aldo
Moro e proseguendo poi a destra per Via Milano, si incontra
la Chiesa dell’Immacolata, eretta nella prima
metà del ’900 che ospita le spoglie di
Frà Dionisio, cappuccino del Convento di S. Maria
degli Angeli, morto in odore di santità. Tornando
su Corso Vittorio Emanuele si giunge alla Basilica del
Santo Sepolcro, dalle forme gotico - borgognone, la
cui costruzione risale al XII secolo. L’ubicazione,
il nome, lo stile architettonico, gli oggetti del suo
tesoro, sono elementi che riconducono la chiesa del
Santo Sepolcro ad una storia non cittadina o regionale,
ma al vasto movimento religioso, economico e culturale
delle crociate, che fece di Barletta un punto di partenza,
di attraversamento e di ritorno per migliaia di pellegrini,
cavalieri, mercanti. La costruzione di questa chiesa
si inserisce in questo sistema di riferimenti di luoghi
di culto e di assistenza. Le prime frammentarie notizie
relative all’esistenza del tempio risalgono al
1061. La costruzione si presentava con un portico antistante
il lato occidentale, che il terremoto del 1731 demolì,
lasciando soltanto l’ultima arcata ancora esistente
e lesionando gravemente il campanile cinquecentesco
che poi venne sostituito con un imponente torrione di
stile barocco, abbattuto nel 1903. La Chiesa, già
parrocchia, dal 1908, fu elevata a Basilica minore il
27 aprile 1951. Gli ultimi lavori di restauro architettonico
della Basilica hanno portato allo scoprimento e al recupero
di numerosi elementi del primo tempio, soprattutto la
copertura del tetto. All’interno della chiesa
si conserva un’icona della Vergine Glykophilousa
opera di Donato Bizamano, venerata come Madonna Assunta;
la Croce Patriarcale, che custodisce la reliquia del
S. Legno della Croce, è in lamina d’argento
dorato e presenta sul recto motivi ornamentali alternati
a pietre preziose e perle, poggia su un piede in rame
decorato con smalti di Limoges; la Colomba eucaristica,
in rame dorato graffito a squame e smalti champlevè
(1184); il Tabernacolo del XIII secolo, in rame smaltato
e decorato con le immagini del Redentore e degli Evangelisti;
il Breviario membranaceo (sec.XIII), nel quale è
trascritta la Liturgia della Chiesa di Gerusalemme,
seguita da una cronaca delle imprese dei crociati dal
1097 al 1202; un Ostensorio di rame smaltato e cristallo.
Uscendo dalla chiesa e procedendo sulla sinistra, imbocchiamo
Corso Garibaldi, anticamente detta Via della Selleria.
Di notevole importanza il Complesso di S. Domenico a
destra (sec. XIII-XVI), costituito da Chiesa e Convento.
La Basilica di S. Domenico, costruita ad opera dei Cavalieri
Templari, fu ampliata dai Domenicani, che crearono un
edificio a navata unica, con cappelle laterali, riccamente
decorate secondo i gusti dell’epoca. La "nuova"
chiesa, completata nel 1663, mostra incisa sul portale
la doppia dedica a S. Domenico e a S. Maria Maddalena.
Nel 1701 viene consacrato l’altare maggiore, col
bel paliotto marmoreo che raffigura la Maddalena penitente.
I restauri effettuati dal 1968 al 1977 hanno eliminato
del tutto gli interventi del XVI sec. in poi, restituendo
all’edificio le forme del XII sec. La Chiesa,
pertanto, si presenta oggi a tre navate, con copertura
a capriate e lungo la parete sinistra sono ben visibili
le tre semicolonne, con semplici capitelli, del tempio
romanico. Nell’interno sono custodite opere come
"Predica di S. Vincenzo" attibuita al Giaquinto,
la tela del "Miracolo di S. Domenico a Suriano",
il dipinto dell’Azzolino del 1610 circa raffigurante
la "Pietà". Attualmente il tempio,
restituito in tutto il suo splendore, ospita il “Centro
Servizi Beni Culturali". E la "vocazione"
culturale del complesso viene mantenuta anche dalla
Basilica, oggi Rettoria e sede dell’associazione
culturale "Salabarberini".
Prima di girare su Via Cavour un rapido sguardo alla
Chiesa delle Anime del Purgatorio dalle forme barocche
(chiusa per restauri). Imboccata Via Cavour, una deviazione
a destra per Via S. Antonio ci riporta al complesso
della Chiesa (sec.XVI) e Convento di S. Antonio, appartenuto
ai Frati Minori Conventuali (in restauro).
Tornando su Via Cavour, una breve deviazione a destra
e subito a sinistra, per Via Madonna degli Angeli, consentirà
di dare uno sguardo alla Chiesa della Madonna degli
Angeli detta anche "dei Greci", che fu luogo
di culto della Colonia greca insediatasi a Barletta
nel XV secolo. Di rilevante importanza è l’Iconostasi
(sec. XVI), una delle due uniche iconostasi presenti
in Puglia, un tempo collocata in questa chiesa, attualmente
in restauro. Tornando su Via Cavour, prima di arrivare
a Piazza Castello, incontriamo sulla sinistra i resti
della facciata della Chiesa di S. Chiara e l’attiguo
convento e sulla destra il Convento e la Chiesa di S.
Lucia (sec. XIV - XV), nella quale si venera anche l’immagine
della Madonna del Rosario raffigurata in una tela di
scuola napoletana. Siamo così ritornati a Piazza
Castello, dove si conclude il nostro itinerario nel
centro storico.
Servendosi del sottopassaggio pedonale della Stazione
Ferroviaria, con accesso da Piazza Conteduca si raggiunge,
a ridosso della ferrovia, Viale Marconi ed il complesso
di S. Maria degli Angeli (1554) con annesso convento
appartenuto ai Cappuccini, attualmente sede dell’Istituto
Casa di Riposo.
Sulla strada provinciale Barletta - Andria sorge la
trecentesca chiesa campestre del SS.Crocifisso. A causa
delle alluvioni provenienti dalle acque delle Murge,
la Cappella cadde per molto tempo, in stato di abbandono.
Solo nel 1913, per opera di alcuni devoti, fu restaurata
e ripristinata al culto. Nelle opere di restauro fu
trovato intatto un grezzo altare di tufo e, sulla parete
centrale, un affresco di m. 4 x 2, raffigurante Cristo
sotto la croce con alcuni personaggi intorno.
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