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Domenica 01 Agosto 2010 - Ore: 06:42  
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ITINERARI DI FEDE E DI ARTE: LE CITTA'  - BARLETTA
 

 
Il nostro itinerario ha inizio dalla Cattedrale (sec.XII-XIII), intitolata a S. Maria Maggiore.
A destra della Cattedrale si nota la piccola Chiesa di S.Pietro (sec.XVI). Procedendo per Via Duomo e deviando a destra per Via Marino Bruno, si giunge alla Chiesa di S. Andrea (sec. XII-XVI), una delle più ricche di opere d’arte della città. Appartenuta ai Francescani Osservanti, presenta un pregevole portale scolpito ad opera di Simeon Raguseus. Nella Lunetta si riconosce l’immagine del Cristo Pantocratore al centro, con la Madonna, S. Giovanni, e due Angeli ai lati. All’interno la chiesa, dalla struttura ad aula unica, ampliata successivamente, presenta numerosi altari impreziositi da opere d’arte e sepolture di famiglie nobili barlettane e forestiere. Di rilievo è la tavola che rappresenta la "Madonna con Bambino" di Alvise Vivarini datata 1483, sul secondo altare nella navata di sinistra, e la Natività (1688) di Cesare Fracanzano, che adorna il primo altare della stessa navata. Nella navata di destra di rilievo è la Cappella della Famiglia Fraggianni dedicata a S. Anna, che presenta un quadro della Santa attribuito a Francesco De Mura. L’altare maggiore, di scuola napoletana, attribuito a Calvano da Napoli, è riccamente decorato con marmi policromi. Alle spalle dello stesso si trova il Coro in legno ornato di bassorilievi raffiguranti l’Immacolata e santi, realizzato nel 1599 dal napoletano Francesco Ferrara. In corrispondenza dell’entrata laterale della chiesa si può ammirare un altare ligneo ripartito in ventisette nicchie, che contengono altrettanti busti di santi, in alcuni casi con le relative reliquie poste nel petto.
Proseguendo per via S. Andrea si Giunge a Piazza Marina su cui si affacciano due chiese, quella della Madonna del Carmine sulla sinistra con il relativo complesso conventuale (sec. XV) e quella di dimensioni più piccole di S. Cataldo (sec. XV). Risalendo per Via Marina si giunge in Via Cialdini sulla cui destra troveremo la piccola chiesa di S. Michele (chiusa per studi archeologici) e subito dopo il complesso del Monte di Pietà, costruzione barocca secentesca che comprende chiesa e convento appartenuti ai Gesuiti, in cui si conservano numerose tele di scuola napoletana dei secoli XVII- XVIII. Facendo una breve deviazione per Via Nazareth troviamo la Chiesa di S. Maria di Nazareth (sec. XVI).
Tornando su Via Cialdini e procedendo verso Piazza Plebiscito, si incontrano il Convento e la Chiesa di S. Maria della Vittoria, edificata tra Cinque e Seicento, ed il Convento e la Chiesa di S. Ruggiero (sec. X-XVII), anticamente dedicata a S. Stefano. (La visita della chiesa può essere effettuata al mattino dalle ore 9,00 alle 11,00, dopo aver suonato alla porta del monastero). All’interno, la chiesa si presenta ad una sola navata coperta da una pregevole volta in legno dorato (1600) composto da ottanta lacunari di forma ottagonale. Al centro della volta vi è una grande tela incorniciata raffigurante il "Martirio di S.Stefano", opera di incerta attribuzione (Lombardo, Vernile, Fracanzano). Sull’altare maggiore, si conservano le reliquie di S. Ruggiero. Da ammirare l’artistico coro con le gelosie in legno dorato, opera del 1632. All’interno del coro, è affrescata la Madonna in trono con il bambino. L’opera, d’ignoto autore, fu ritoccata nel 1860 da tale Diego Moles. Sul pavimento vi sono cinque pietre sepolcrali con stemmi a bassorilievo.
Andando avanti si giunge in Piazza Plebiscito su cui si affaccia la seicentesca Chiesa di S. Gaetano (in restauro) e l’annesso Convento dei Teatini. La facciata della chiesa si presenta con un fastigio curvilineo raccordato da due ali inflesse che terminano con volute. All’interno, in fondo alla navata, sotto un grande cappellone è situato l’altare maggiore col presbiterio chiuso da una balaustra di marmo. Nella Chiesa si conserva un grande quadro di S. Anna del pittore Cesare Fracanzano; la tela della Madonna della Purità, patrona dell’Ordine dei Teatini. In questa chiesa si conserva una reliquia della Sacra Spina della corona di Gesù Cristo che si espone nella domenica di Passione.
Proseguendo fino a raggiungere via Regina Margherita al n. 111, si incontra la Chiesa parrocchiale di S. Benedetto, costruita nel nostro secolo. L’interno della chiesa si presenta semplice ed elegante, il tutto finalizzato alla partecipazione attiva dei fedeli. Sono presenti all’interno due grandi e monumentali sculture bronzee: il Cristo Risorto (cm.280 testa-piedi) e il Tabernacolo (cm. 170x170x100). Mentre sul campanile svetta l’Angelo del Giubileo che ruota a 360°, opere bronzee, dello scultore Ernesto Maria Lamagna. Se invece proseguiamo per Via Manfredi, possiamo incontrare sulla destra la Chiesa di S. Giovanni di Dio e le rovine di quello che fu il Complesso di S. Lazzaro (sec. XII). Risalendo poco oltre a sinistra per Via S. Samuele, si giunge in Piazza Principe Umberto, dove si trova la Chiesa di S. Agostino risalente alla fine del XII secolo ma notevolmente rimaneggiata negli interni. Percorrendo Corso Vittorio Emanuele si incontra sulla destra la Chiesa di S. Giacomo (sec. XII -XIV) una delle più antiche della città, già possedimento dell’abbazia benedettina di Monte Sacro. Nel sacro tempio, in origine di stile romanico, si accede dalla parete settentrionale che si affaccia sul corso Vittorio Emanuele, ma l’ingresso originario era ad occidente, probabilmente con un portico e una vasta piazza. L’interno si presenta a navata unica di circa m.30. Nella zona presbiterale e nel locale attiguo, cappella dedicata di recente al SS. Salvatore, vi sono i resti di una elegante volta costolonata su "Culots", attribuite al XIII sec. Nella Chiesa sono conservati: un prezioso Altare Maggiore in marmo (XVIII sec.); un Sarcofago (XIV sec.); il Battistero datato 1576; un Organo della fine del ‘500; una statua lignea di S. Michele Arcangelo (XVII sec.); la statua lignea del Santo Protettore (XVII sec.); una tavola processionale a tempera raffigurante la Madonna con bambino (XIV sec.); un’antica tela della Madonna di Costantinopoli; un settecentesco Crocifisso in avorio; il quadro del SS. Salvatore (Cristo alla colonna) 1596.
Una nota particolare va riservata all’Archivio della Prepositura di S. Giacomo Maggiore, tra i più ampi e preziosi della Puglia. Si conservano incunaboli e pergamene, un Antifonario del 1776 e un Graduale Romano del 1761, poi libri battesimali dal 1559, libri matrimoniali dal 1606, quelli dei morti dal 1636, di cresima dal 1772 e delle Messe dal 1552. La chiesa è ricca di preziose reliquie. Proseguendo per il Corso e facendo una piccola deviazione sulla destra per Piazza Aldo Moro e proseguendo poi a destra per Via Milano, si incontra la Chiesa dell’Immacolata, eretta nella prima metà del ’900 che ospita le spoglie di Frà Dionisio, cappuccino del Convento di S. Maria degli Angeli, morto in odore di santità. Tornando su Corso Vittorio Emanuele si giunge alla Basilica del Santo Sepolcro, dalle forme gotico - borgognone, la cui costruzione risale al XII secolo. L’ubicazione, il nome, lo stile architettonico, gli oggetti del suo tesoro, sono elementi che riconducono la chiesa del Santo Sepolcro ad una storia non cittadina o regionale, ma al vasto movimento religioso, economico e culturale delle crociate, che fece di Barletta un punto di partenza, di attraversamento e di ritorno per migliaia di pellegrini, cavalieri, mercanti. La costruzione di questa chiesa si inserisce in questo sistema di riferimenti di luoghi di culto e di assistenza. Le prime frammentarie notizie relative all’esistenza del tempio risalgono al 1061. La costruzione si presentava con un portico antistante il lato occidentale, che il terremoto del 1731 demolì, lasciando soltanto l’ultima arcata ancora esistente e lesionando gravemente il campanile cinquecentesco che poi venne sostituito con un imponente torrione di stile barocco, abbattuto nel 1903. La Chiesa, già parrocchia, dal 1908, fu elevata a Basilica minore il 27 aprile 1951. Gli ultimi lavori di restauro architettonico della Basilica hanno portato allo scoprimento e al recupero di numerosi elementi del primo tempio, soprattutto la copertura del tetto. All’interno della chiesa si conserva un’icona della Vergine Glykophilousa opera di Donato Bizamano, venerata come Madonna Assunta; la Croce Patriarcale, che custodisce la reliquia del S. Legno della Croce, è in lamina d’argento dorato e presenta sul recto motivi ornamentali alternati a pietre preziose e perle, poggia su un piede in rame decorato con smalti di Limoges; la Colomba eucaristica, in rame dorato graffito a squame e smalti champlevè (1184); il Tabernacolo del XIII secolo, in rame smaltato e decorato con le immagini del Redentore e degli Evangelisti; il Breviario membranaceo (sec.XIII), nel quale è trascritta la Liturgia della Chiesa di Gerusalemme, seguita da una cronaca delle imprese dei crociati dal 1097 al 1202; un Ostensorio di rame smaltato e cristallo.
Uscendo dalla chiesa e procedendo sulla sinistra, imbocchiamo Corso Garibaldi, anticamente detta Via della Selleria. Di notevole importanza il Complesso di S. Domenico a destra (sec. XIII-XVI), costituito da Chiesa e Convento. La Basilica di S. Domenico, costruita ad opera dei Cavalieri Templari, fu ampliata dai Domenicani, che crearono un edificio a navata unica, con cappelle laterali, riccamente decorate secondo i gusti dell’epoca. La "nuova" chiesa, completata nel 1663, mostra incisa sul portale la doppia dedica a S. Domenico e a S. Maria Maddalena. Nel 1701 viene consacrato l’altare maggiore, col bel paliotto marmoreo che raffigura la Maddalena penitente. I restauri effettuati dal 1968 al 1977 hanno eliminato del tutto gli interventi del XVI sec. in poi, restituendo all’edificio le forme del XII sec. La Chiesa, pertanto, si presenta oggi a tre navate, con copertura a capriate e lungo la parete sinistra sono ben visibili le tre semicolonne, con semplici capitelli, del tempio romanico. Nell’interno sono custodite opere come "Predica di S. Vincenzo" attibuita al Giaquinto, la tela del "Miracolo di S. Domenico a Suriano", il dipinto dell’Azzolino del 1610 circa raffigurante la "Pietà". Attualmente il tempio, restituito in tutto il suo splendore, ospita il “Centro Servizi Beni Culturali". E la "vocazione" culturale del complesso viene mantenuta anche dalla Basilica, oggi Rettoria e sede dell’associazione culturale "Salabarberini".
Prima di girare su Via Cavour un rapido sguardo alla Chiesa delle Anime del Purgatorio dalle forme barocche (chiusa per restauri). Imboccata Via Cavour, una deviazione a destra per Via S. Antonio ci riporta al complesso della Chiesa (sec.XVI) e Convento di S. Antonio, appartenuto ai Frati Minori Conventuali (in restauro).
Tornando su Via Cavour, una breve deviazione a destra e subito a sinistra, per Via Madonna degli Angeli, consentirà di dare uno sguardo alla Chiesa della Madonna degli Angeli detta anche "dei Greci", che fu luogo di culto della Colonia greca insediatasi a Barletta nel XV secolo. Di rilevante importanza è l’Iconostasi (sec. XVI), una delle due uniche iconostasi presenti in Puglia, un tempo collocata in questa chiesa, attualmente in restauro. Tornando su Via Cavour, prima di arrivare a Piazza Castello, incontriamo sulla sinistra i resti della facciata della Chiesa di S. Chiara e l’attiguo convento e sulla destra il Convento e la Chiesa di S. Lucia (sec. XIV - XV), nella quale si venera anche l’immagine della Madonna del Rosario raffigurata in una tela di scuola napoletana. Siamo così ritornati a Piazza Castello, dove si conclude il nostro itinerario nel centro storico.
Servendosi del sottopassaggio pedonale della Stazione Ferroviaria, con accesso da Piazza Conteduca si raggiunge, a ridosso della ferrovia, Viale Marconi ed il complesso di S. Maria degli Angeli (1554) con annesso convento appartenuto ai Cappuccini, attualmente sede dell’Istituto Casa di Riposo.
Sulla strada provinciale Barletta - Andria sorge la trecentesca chiesa campestre del SS.Crocifisso. A causa delle alluvioni provenienti dalle acque delle Murge, la Cappella cadde per molto tempo, in stato di abbandono. Solo nel 1913, per opera di alcuni devoti, fu restaurata e ripristinata al culto. Nelle opere di restauro fu trovato intatto un grezzo altare di tufo e, sulla parete centrale, un affresco di m. 4 x 2, raffigurante Cristo sotto la croce con alcuni personaggi intorno.

 

 

 

 

 

 

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