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ITINERARI DI FEDE E DI ARTE: CATTEDRALE DI TRANI 

La Cattedrale di Trani, realizzata in pietra locale, costituisce uno splendido esempio di costruzione in stile romanico - pugliese. L'edificio, perfettamente inserito in uno scenario che ne esalta luminosità, compostezza ed armonica grandiosità, sorge in una singolare posizione solitaria sulla riva del mare, in prossimità del Castello Federiciano.
La sua costruzione ha avuto inizio nel 1099, anno di canonizzazione di San Nicola il Pellegrino. Il monumento è il risultato di una sovrapposizione razionale di diversi edifici di culto, che si fondano in un insieme solenne ed equilibrato. Il primo nucleo è costituito dalla cripta trasversale, dedicata a San Nicola Pellegrino (sec. XII) e destinata ad accogliere le sue spoglie mortali; la vasta aula, a sostegno del transetto della basilica superiore, è anomala nel suo genere sia per le dimensioni che per la notevole altezza della copertura. Quarantadue campate, con voltine a crociera, poggiano su ventotto colonne di reimpiego in marmo pregiato, quattro delle quali, sistemate a mo' di ciborio nella curva absidale, delimitano l'area di sepoltura delle reliquie del Santo.
A partire dal 1169 si assiste alla demolizione della chiesa paleocristiana di S. Maria (l'accesso è situato sul lato meridionale della cattedrale), per essere impiantata ex novo come soccorpo longitudinale della chiesa superiore; lo spazio interno, di dimensioni pari alla navata centrale della basilicata superiore, è diviso in tre navate scandite da ventidue colonne di reimpiego in granito e in marmo greco. Attraverso una scaletta, della navata sinistra di quest'ultima, si accede all'ipogeo di San Leucio del sec.VII, a circa due metri sotto il livello del mare; un corridoio con volta a botte circonda una cella centrale quadrangolare.
La basilica superiore, cui si accede dalle navate laterali per mezzo di due scalinate, è edificata in un ambito cronologico compreso tra il 1166 e il 1186. Una doppia fila di colonne, 24 in tutto, divide la vasta aula in tre navate, che s'innestano, attraverso l'apertura di un portentoso arco trionfale, nell'area presbiteriale. Sulla copertura a crociera delle navate laterali grava il peso di matronei, caratterizzati da una successione di trifore incluse in archi a tutto sesto.
Il Presbiterio, oggi privato del suo ricco patrimonio decorativo, conserva i resti di una pavimentazione musiva nei pressi dell'altare maggiore; la tipologia del soggetto e la tecnica usata permettono un collegamento con le maestranze di Pantaleone, che nel XII secolo operarono ad Otranto. Anche all'esterno si accorda all'unisono con l'eleganza delle forme di cui è pervaso l'impianto architettonico: armonia, slancio e leggerezza emergono dalla facciata principale, dove la spaziosità della levigata superficie rosata, interrotta da poche e composte aperture, si unisce al senso di svettamento del maestoso campanile.
Ad impreziosire il corredo scultoreo del Tempo è la porta bronzea, opera di Barisano da Trani, databile tra il 1175 e il 1180; divisa in 32 formelle, essa è il risultato del perfetto equilibrio tra tecnica ed elementi espressivi ed iconografici.

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