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Martedì 06 Gennaio 2009 - Ore: 04:04  
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Cattedrali Romaniche
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CATTEDRALI ROMANICHE: BITONTO 

Nel cuore di un grande centro storico che conserva le testimonianze di un glorioso passato, ricco di palazzi nobiliari tra i più alti esempi del tardo medioevo e del rinascimento in Puglia, si erge quello che è considerato uno dei più alti esempi del romanico pugliese. L'aspetto che rende la cattedrale bitontina così preziosa è la sua grande unità e coerenza stilistica, l'equilibrio delle forme e dei volumi, la ricchezza dell'apparato decorativo. Il recente restauro l'ha riportata all'antico splendore e ciò che colpisce chi abbia conosciuto la basilica di San Nicola di Bari, è la notevole affinità con quest'ultimo. Le dimensioni sono ridotte rispetto al modello ma il fascino è il medesimo. Ritroviamo la facciata tripartita da lisce lesene; i profondi arconi sulle fiancate laterali; l'esaforato superiore; il transetto chiuso nel rettangolo di piante e le absidi invisibili all'esterno; il finestrone absidale e le torri che fiancheggiano il transetto. Le ragioni di questa somiglianza risiedono nella vicinanza geografica tra le due città e nella coincidenza delle date di costruzione con alcuni eventi drammatici della storia. La cattedrale di Bitonto sarebbe stata fondata e progettata in queste forme a partire dagli anni '50 del 1100, quando Bari era stata rasa al suolo dal re normanno Guglielmo il Malo, che risparmiò la Basilica barese e la fedele Bitonto. Il modello, quindi, non poteva che essere quello barese. In realtà, tuttavia, le vicende costruttive dell'edificio sono alquanto incerte. Sappiamo che nel 1229 lo scultore Nicolaus firma l'ambone scolpito, e alla metà del '200 risale l'archivolto del portale maggiore e il finestrone absidale. La cattedrale, quindi, alle soglie del '200 doveva essere ormai completata nelle sue parti principali e si poté così provvedere ad arricchire il suo apparato decorativo. Ed è proprio la ricchezza dell'apparato scultoreo ad essere uno dei caratteri distintivi dell'edificio. Parliamo di una infinita schiera di motivi, elaborata dalla fiorente scuola romanica della zona. Le somiglianze e i rimandi alle sculture degli altri edifici sacri pugliesi dello stesso periodo sono infiniti. Qui gli artisti pugliesi mostrano una abilità, una maturità artistica, una cultura di altissimo livello: sul mortale, nel finestrone absidale e nelle parti decorate dell'esaforato si dispiega un repertorio di forme che con assoluta naturalezza trae ispirazione da soggetti arcaici, dal mondo vegetale, animale, fantastico ed umano. Il portale centrale è caratterizzato da una lunetta scolpita che rappresenta la discesa di Gesù al Limbo, mentre l'architrave rappresenta in successione l'Annunciazione, la Visitazione, l'Adorazione dei Magi e la Presentazione al tempio. Ma è all'interno che probabilmente la Cattedrale mostra il meglio di sè. Vicinissima al modello barese è la divisione interna degli spazi ma la non presenza degli arconi trasversali, che a Bari rompono l'unità d'insieme, rende l'interno più slanciato e leggero. Identica la funzione e la fruibilità del matroneo, che in altri edifici diverrà un elemento pressoché esclusivamente decorativo. Di notevolissimo pregio sono i capitelli della navata centrale che ospitano innumerevoli animali fantastici e dove si narra la vicenda di Alessandro il Grande in cielo dai grifi. Su fondo della navata l'ambone firmato e datato da Nicolaus lo stesso artista che con grande versatilità aveva progettato e sovrinteso alla realizzazione del campanile della Cattedrale di Trani. L'ambone si presenta come un'opera ricca e fitta di sculture e marmi incrostati da vetri e smalti policromi. Esso si presenta come un prezioso pezzo di alta "oreficeria" visto il suo splendore e la preziosità delle sue decorazioni. Gran parte della sua celebrità risale, però, alla lastra triangolare che chiude la scala; in essa sono rappresentati tre personaggi di alto rango sociale e politico e un sovrano, secondo alcuni, lo stesso Imperatore Federico II. Dalla fabbrica della Cattedrale provengono altri preziosissimi pezzi scultorei, di una qualità forse superiore all'ambone stesso, riutilizzati nel XVII secolo per assemblare un pulpito. Sotto la zona absidale, si apre anche una cripta sul modello di quella Nicolaiana, anche su dimensioni ridotte. In definitiva la Cattedrale di Bitonto rappresenta uno dei maggiori monumenti pugliesi in assoluto, non solo nell'ambito del romanica. L'apparire sul fianco di una grande piazza irregolare splendida e preziosa, aperta quasi a fatica nel dedalo di vicoli e stradine irregolari del centro storico, non potrà che meravigliare, stupire e far innamorare colui che seguirà il consiglio di una visita di questi luoghi.


Testo: Antonio Diviccaro
Foto: Francesco Rubino

 

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