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Nel
cuore di un grande centro storico che conserva le testimonianze
di un glorioso passato, ricco di palazzi nobiliari tra
i più alti esempi del tardo medioevo e del rinascimento
in Puglia, si erge quello che è considerato uno
dei più alti esempi del romanico pugliese. L'aspetto
che rende la cattedrale bitontina così preziosa
è la sua grande unità e coerenza stilistica,
l'equilibrio delle forme e dei volumi, la ricchezza
dell'apparato decorativo. Il recente restauro l'ha riportata
all'antico splendore e ciò che colpisce chi abbia
conosciuto la basilica di San Nicola di Bari, è
la notevole affinità con quest'ultimo. Le dimensioni
sono ridotte rispetto al modello ma il fascino è
il medesimo. Ritroviamo la facciata tripartita da lisce
lesene; i profondi arconi sulle fiancate laterali; l'esaforato
superiore; il transetto chiuso nel rettangolo di piante
e le absidi invisibili all'esterno; il finestrone absidale
e le torri che fiancheggiano il transetto. Le ragioni
di questa somiglianza risiedono nella vicinanza geografica
tra le due città e nella coincidenza delle date
di costruzione con alcuni eventi drammatici della storia.
La cattedrale di Bitonto sarebbe stata fondata e progettata
in queste forme a partire dagli anni '50 del 1100, quando
Bari era stata rasa al suolo dal re normanno Guglielmo
il Malo, che risparmiò la Basilica barese e la
fedele Bitonto. Il modello, quindi, non poteva che essere
quello barese. In realtà, tuttavia, le vicende
costruttive dell'edificio sono alquanto incerte. Sappiamo
che
nel 1229 lo scultore Nicolaus firma l'ambone scolpito,
e alla metà del '200 risale l'archivolto del
portale maggiore e il finestrone absidale. La cattedrale,
quindi, alle soglie del '200 doveva essere ormai completata
nelle sue parti principali e si poté così
provvedere ad arricchire il suo apparato decorativo.
Ed è proprio la ricchezza dell'apparato scultoreo
ad essere uno dei caratteri distintivi dell'edificio.
Parliamo di una infinita schiera di motivi, elaborata
dalla fiorente scuola romanica della zona. Le somiglianze
e i rimandi alle sculture degli altri edifici sacri
pugliesi dello stesso periodo sono infiniti. Qui gli
artisti pugliesi mostrano una abilità, una maturità
artistica, una cultura di altissimo livello: sul mortale,
nel finestrone absidale e nelle parti decorate dell'esaforato
si dispiega un repertorio di forme che con assoluta
naturalezza trae ispirazione da soggetti arcaici, dal
mondo vegetale, animale, fantastico ed umano. Il portale
centrale è caratterizzato da una lunetta scolpita
che rappresenta la discesa di Gesù
al Limbo, mentre l'architrave rappresenta in successione
l'Annunciazione, la Visitazione, l'Adorazione dei Magi
e la Presentazione al tempio. Ma è all'interno
che probabilmente la Cattedrale mostra il meglio di
sè. Vicinissima al modello barese è la
divisione interna degli spazi ma la non presenza degli
arconi trasversali, che a Bari rompono l'unità
d'insieme, rende l'interno più slanciato e leggero.
Identica la funzione e la fruibilità del matroneo,
che in altri edifici diverrà un elemento pressoché
esclusivamente decorativo. Di notevolissimo pregio sono
i capitelli della navata centrale che ospitano innumerevoli
animali fantastici e dove si narra la vicenda di Alessandro
il Grande in cielo dai grifi. Su fondo della navata
l'ambone firmato e datato da Nicolaus lo stesso artista
che con grande versatilità aveva progettato e
sovrinteso alla realizzazione del campanile della Cattedrale
di Trani. L'ambone si presenta come un'opera ricca e
fitta di sculture e marmi incrostati da vetri e smalti
policromi. Esso si presenta come un prezioso pezzo di
alta "oreficeria" visto il suo splendore e
la preziosità delle sue decorazioni. Gran parte
della sua celebrità risale, però, alla
lastra triangolare che chiude la scala; in essa sono
rappresentati tre personaggi di alto rango sociale e
politico
e un sovrano, secondo alcuni, lo stesso Imperatore Federico
II. Dalla fabbrica della Cattedrale provengono altri
preziosissimi pezzi scultorei, di una qualità
forse superiore all'ambone stesso, riutilizzati nel
XVII secolo per assemblare un pulpito. Sotto la zona
absidale, si apre anche una cripta sul modello di quella
Nicolaiana, anche su dimensioni ridotte. In definitiva
la Cattedrale di Bitonto rappresenta uno dei maggiori
monumenti pugliesi in assoluto, non solo nell'ambito
del romanica. L'apparire sul fianco di una grande piazza
irregolare splendida e preziosa, aperta quasi a fatica
nel dedalo di vicoli e stradine irregolari del centro
storico, non potrà che meravigliare, stupire
e far innamorare colui che seguirà il consiglio
di una visita di questi luoghi.
Testo: Antonio Diviccaro
Foto: Francesco Rubino
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