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cima ad un colle alto 540 m, visibile da gran parte
della Terra di Bari, è stato definito il diadema
dei castelli pugliesi. Vi si ammira tutta la singolarità
dell'architettura sveva in cui si incontrano diversi
stili: il classicismo del portale ad imitazione di un
arco trionfale romano, il gotico cistercense della struttura
e degli elementi decorativi, l'influenza del romanico
e della architettura araba.
Tutto fuso mirabilmente in un unicum irripetibile.
La pianta ottagonale con torri angolari della stessa
forma ha riscontri solo molto lontani nel tempo e nello
spazio. La ricchezza degli interni rendono solo probabile
la destinazione a residenza imperiale: una splendida
dimora rimasta però vuota per la morte del suo
augusto fondatore Federico II. L'unico documento federiciano
che ce ne parla è del 1240, quando non era ancora
completato. Non sappiamo se lo fu prima della sua morte
nel 1250. Con gli angioini fu una prigione, ma anche
sede di splendidi matrimoni della famiglia reale.
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Dato in feudo fu abbandonato per secoli, divenendo rifugio
di briganti e "cava" di marmi preziosi. Nel
'900 la sua riscoperta. Castel del Monte è la "rappresentazione
pietrificata" del potere imperiale e della sua cultura:
dimora di caccia o luogo di delizie poco importa. Probabilmente
circondato da una cerchia di mura che lo rendeva maggiormente
difendibile, era splendidamente fuso con il paesaggio
circostante: una distesa di boschi a perdita d'occhio
cui fa da sfondo, a nord, il mare. La pianta, il cortile
interno, le torri angolari, seguono l'originalissimo modulo
ottagonale. Ad ogni lato corrisponde una sala per piano,
a pianta trapezoidale, affacciate sullo splendido cortile
interno. Le torri contengono le scale, i servizi igienici
e in cima le cisterne dell'acqua piovana, raccolta attraverso
un ingegnosissimo e perfetto sistema.
Il paramento esterno è in pietra di Trani tranne
che nel portale e negli elementi decorativi esterni che
sono in breccia corallina rosata. La stessa pietra ricopriva
le stanze del primo piano, impreziosite da mosaici purtroppo
scomparsi. La sua originalità, la sua forma turrita,
il mistero che ne avvolge le origini e la destinazione,
hanno un che di "magico" che spinge ad approfondirne
la conoscenza oltre gli schemi tradizionali. C'è
infatti
chi vi ha visto significati esoterici e magici. A noi
piace pensarlo come una delle vette del fare umano, come
una sintesi visiva di un potere imperiale che voleva farsi
eterno e desiderava ricreare i fasti dell'Impero Romano
costruendo una architettura di pietra e di luce.
Testo: Antonio Diviccaro
Foto: Francesco Rubino
Daniela Palmitessa
- Orario d'ingresso per i visitatori:
dalle ore 9,00 alle ore 18.30 orario continuato;
per info e prenotazioni tel.0883-569997
- Costo del biglietto:
€ 3,00.
€ 1,50 ridotto per i ragazzi dai 18-25
anni
ingresso gratuito bambini e over 65
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