| Il
poderoso castello svevo di Brindisi si eleva sulla sponda
dell'insenatura di levante del grande porto della città.
Fu costruito per ordine dell'imperatore svevo, a partire
dalla seconda metà degli anni '20 del Duecento.
Brindisi, all'epoca, rappresentava uno degli approdi
principali del regno e lì furono concentrate
l'esercito e la flotta destinate alla crociata del 1229.
Secondo le fonti fu realizzato abbattendo preesistenti
fortificazioni sveve e una chiesa intitolata a Santa
Maria dei Teutonici. Per la costruzione si usarono in
parte materiali di risulta, ricavati da edifici di epoca
romana e dallo stesso anfiteatro. La parte sveva dell'edificio,
consisteva in un'alta piazzaforte quadrata con torrioni
angolari. Sui tre lati di terra era circondata da un
largo e profondo fossato, mentre il lato restante si
affacciava direttamente sul mare. Il castello era dotata
anche di vasti appartamenti reali affacciati sul grande
cortile interno, cui si accedeva attraverso un grandeportale
trionfale sormontato da una statua dell'imperatore,
eliminata, dai successori angioini. Questi ampliarono
e fortificarono la fortezza, ne fondarono una nuova
all'imboccatura del porto, detta castello Rosso, e Carlo
I vi preparò e concentrò la flotta destinata
ad attaccare la ribelle Sicilia nel 1282. Per l'importanza
del porto, nei secoli successivi numerosi furono gli
interventi sulle sue difese. L'ampliamento più
importante del castello svevo fu realizzato da Ferdinando
I d'Aragona nel '400. Il fossato svevo fu circondato
a sua volta da un nuovo circuito di mura e fu coperto
da solidissime volte per creare enormi sotterranei.
Furono poi realizzate le poderose torri circolari angolari,
adatte alle armi da fuoco. L'ultimo intervento è
di epoca francese (1810) per adattare il castello a
carcere. Oggi l'edificio ospita il comando della Marina
Militare.
Testo: Antonio Diviccaro
Foto: Archivio Xenia
|