Morto il Cardinal Colasuonno,
uno dei cinque porporati pugliesi del novecento
Il 31 maggio scorso, all’età di 78 anni, nella casa
di famiglia di Grumo Appula, sua città natale, si è spento
il cardinal Francesco Colasuonno, già Nunzio Apostolico in
Italia e nella Repubblica di San Marino. Ordinato sacerdote nel 1947,
conseguì successivamente la Laurea in Teologia e in Diritto
Canonico; nel 1958 entrò nel servizio diplomatico della Santa
Sede. Nel dicembre del 1974 Paolo VI lo nominò Arcivescovo
titolare di Trento. Nel suo primo incarico di Delegato Apostolico
in Mozambico, mons. Colasuonno conobbe anche l’onta del carcere.
Fu Nunzio in Zimbabwe, Polonia e Unione Sovietica, prima di essere
accreditato, nel dicembre 1994, presso il governo italiano. Fu nominato
cardinale da papa Giovanni Paolo II nel Concistoro del 21 febbraio
1998, col titolo di Diacono di Sant’Eugenio. Da tempo malato, “don
Ciccio”, come amava essere chiamato dai suoi compaesani, formava
con Corrado Ursi, Arcivescovo emerito di Napoli - per le mani del
quale, nel febbraio 1975, nella Cattedrale di Bari, ricevette l’ordinazione
episcopale -, ed Emanuele De Giorgi, Arcivescovo di Palermo, la triade
dei cardinali pugliesi viventi e, con il biscegliese Dell’Olio
e il salentino Panico, defunti da tempo, la cinquina dei porporati
pugliesi del Novecento. Le esequie, celebrate il 2 giugno in una
gremitissima Chiesa Matrice di Grumo, sono state officiate dal Delegato
Pontificio cardinal Achille Silvestrini, Prefetto emerito della Congregazione
per le Chiese Orientali, alla presenza del cardinal Luigi Poggi,
Archivista e Bibliotecario emerito di Santa Romana Chiesa, di mons.
Paolo Romeo, Nunzio Apostolico in Italia e di tutto l’episcopato
pugliese, nonché del fratello, signor Gennaro, e della sorella,
signora Teresa.
(Giuseppe Milone)
Sostenere il programma
di formazione di Padre Felisberto
Il Brasile è una grande nazione del sud America, dove
gli squilibri sono spesso il modo per creare povertà e,
talvolta, anche l’insicurezza sociale. Padre Felisberto
Samoel da Cruz, che proviene dal Mato Grosso dall’Arcidiocesi
di Cuiabà, è stato
ospite la scorsa estate presso l’Oasi di Nazareth di Corato
ed ha in mente un sogno e si sta impegnando per realizzarlo:
creare un programma di formazione nella sua zona pastorale per
fornire una
scolarità di base ed, allo stesso tempo, offrire del lavoro
a professionisti senza lavoro, così è nato il progetto “Bambino
nella scuola”. Per una famiglia povera mandare i propri
figli a scuola significa sottrarli a potenziali fenomeni di devianza,
di
sfruttamento della manodopera infantile, di sparizione degli
stessi bambini a rischio per il traffico degli organi. La scuola
e la Chiesa
diventano le strutture base per poter sviluppare le abilità e
le capacità fondamentali per potersi, in seguito, impegnare
in attività lavorative. Padre Felisberto è in Italia
per motivi di studio e sta cogliendo l’occasione per cercare
fondi che diano l’opportunità per favorire il proprio
progetto. Varie discipline saranno sviluppate nel corso di questo
piano: religione cattolica, matematica, geografia, storia, sport,
arte plastica e scenica, ballo, musica, informatica, economia
domestica, artigianato, giardinaggio. Il progetto è stato
autorizzato dal Ministero della Pubblica Istruzione del Brasile,
ma ha bisogno
di essere sostenuto da persone di buona volontà, disposte
ad offrire un contributo, affinché questi bambini abbiano
la possibilità nella loro terra di poter studiare ed imparare.
Chi vuole ricevere maggiori informazioni può contattare
P. Felisberto Samoel da Cruz
Via Aurelia, 526 00156 Roma
tel.
0666059557
cellulare 3333700918
e-mail: fesacru@inwind.it
oppure
Cooperativa
della Comunità “Cristo Re”
Via Emanuel Pinheiro
- Distretto “Cristo
Re” - Varzea Grande
78118230 - Mato Grosso - Brasile
e-mail: escrei@com.br
(Giuseppe
Faretra)
Ritiro internazionale
dei sacerdoti a Lourdes
(11-15 Ottobre 2003)
La Congregazione per il Clero, nell’Anno del Santo Rosario
e nell’imminenza del venticinquesimo anniversario di Pontificato
del Santo Padre, ha convocato un Ritiro Internazionale dei Sacerdoti,
presso il Santuario di Nostra Signora di Lourdes, dall’11
al 15 ottobre 2003.
Il Ritiro Internazionale “Totus Tuus”, che vedrà la
partecipazione di numerosi sacerdoti provenienti da diverse parti
del mondo, sarà guidato da diversi Cardinali e Vescovi ed
incentrato sulla tematica: “Contemplare il volto di Cristo
alla scuola di Maria”.
Per tutti gli aspetti organizzativi, la Congregazione per il
Clero ha incaricato l’Opera Romana Pellegrinaggi, alla quale ci si
dovrà rivolgere per le iscrizioni e per ogni altra opportuna
informazione (OPERA ROMANA PELLEGRINAGGI, Ritiro Internazionale dei
Sacerdoti, Via della Pigna, 13/a - 00120 Città del Vaticano.
Tel. 06.69896.285; Fax. 06.6988.0513; E-mail: totustuus@orpnet.org).
Il costo per partecipare all’intero pellegrinaggio (tutto compreso),
con viaggio in aereo da Roma, è di euro 660,00.
Il Beato Giacomo Alberione e San Giovanni Bosco i più richiesti
come patroni di internet
Si è conclusa la terza ed ultima fase del sondaggio
alla ricerca del Santo protettore della Rete, degli utenti
di Internet e dei programmatori
informatici. Sono il beato Giacomo Alberione (23.677 voti)
e san Giovanni Bosco (23.668) le figure che hanno riscosso
i maggiori consensi
da parte degli oltre 70.000 votanti al sondaggio che si è concluso
il giorno di Pasqua. Particolarmente interessanti i commenti
e le motivazioni lasciati da votanti di ogni lingua che continueranno
ad essere leggibili insieme al dettaglio dei risultati alla
pagina
www.santiebeati.it/patrono.html.
Mons. D’Ambrosio,
nuovo arcivescovo di Manfredonia,
Vieste, San Giovanni Rotondo
Domenica, 4 maggio, mons. Domenico Umberto D’Ambrosio, primo
arcivescovo della nuova circoscrizione ecclesiastica di Manfredonia-Vieste-San
Giovanni Rotondo e Delegato della Santa Sede per le Opere di San
Pio da Pietrelcina, ha fatto il solenne ingresso nella città,
sbarcando sul molo di ponente da una nave passeggeri partita da Peschici.
All’arrivo è stato accolto dal sindaco, avv. Campo,
dalle autorità politiche, civili e militari, dal capitolo
dei canonici e dalla comunità diocesana. Poi, a piedi si è diretto
verso la Cattedrale. Qui ha firmato il verbale di insediamento ufficiale
nella Cattedra episcopale alla presenza di mons. Paolo Romeo, nunzio
apostolico in Italia. Prima di questo atto gli è stata letta
la bolla papale di nomina. Infine ha presieduto la concelebrazione
eucaristica nella monumentale piazza Giovanni XXIII, gremita da una
plaudente folla. Tra i celebranti, v’erano mons. Francesco
Zerrillo, vescovo di Lucera-Troia, e mons. Francesco De Nittis (originario
di Vieste), vescovo e amministratore apostolico in Africa. Mons.
D’Ambrosio è nato a Peschici, nel Gargano, il 15 settembre
1941. Ordinato sacerdote, è nominato parroco della Chiesa
Madre di San Giovanni Rotondo. Nel 1989 è eletto vescovo di
Termoli-Larino. Nel 1999 è eletto arcivescovo metropolita
di Foggia-Bovino. Dalla nomina di mons. Vincenzo D’Addario
ad arcivescovo di Teramo-Atri proprio mons. D’Ambrosio è stato
amministratore apostolico dell’archidiocesi di Manfredonia-Vieste,
che oggi porta il titolo anche di San Giovanni Rotondo. (Michele
Casentino)
Lutto nel mondo del giornalismo cattolico
Antonio Ciaula, Presidente Ucsi (Unione Cattolica Stampa
Italiana) Puglia ha fatto pervenire in redazione il seguente
comunicato
in data 1 luglio 2003:
Al Consiglio Direttivo
e Soci Ucsi Puglia
All’Ucsi Nazionale
A Colleghi
e amici
Con dolore vi comunico che Michele Campione è deceduto stanotte
a Roma. I funerali si terranno domani, 2 luglio, nella Basilica di
S. Nicola in Bari alle ore 17. In questo doloroso momento siamo particolarmente
vicini alla famiglia e all’amico Gaetano Campione,
consigliere nazionale Ucsi.
Ricordando la professionalità e la carica umana di Michele,
mi piace evidenziare il suo impegno di giornalista cattolico in modo
convinto, vissuto, non ostentato. Concludendo il suo intervento per
il 40° dell’Ucsi come presidente regionale della Puglia,
dopo aver ricordato le difficoltà di essere giornalisti al
Sud, affermava “… dobbiamo fare di più per essere
presenti, per divenire il sale del mondo. Perché non vengano
meno le ragioni della speranza di cui siamo portatori a nome e per
conto dei deboli, dei bambini, degli anziani, delle donne. Perché le
ragioni dell’uomo abbiano a prevalere per l’eternità.
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