| Quando
le paure millenariste erano ormai diventate un ricordo,
il destino politico della Puglia venne riposto nelle
mani dell'ennesima dinastia straniera.
I Normanni, a partire dal 1016, diedero vita ad un'opera
di conquista che presto avrebbe posto sotto il loro
vessillo l'intero Mezzogiorno della Penisola italica.
In particolare, essi ebbero il merito di unificare per
la prima volta la Puglia. Prima come contea e quindi
come ducato. La Puglia, a partire da questo momento,
non venne più considerata esclusivamente come
entità geografica, ma iniziò ad assumere
un'identità politica e culturale propria.
In questo clima di generale rinascenza , vennero piantati
i semi artistici da cui avrebbe tratto origine la stagione
architettonica conosciuta col nome di Romanico pugliese.
Il Romanico inteso come idioma, assunse qui, caratteristiche
peculiari, vivendo una delle sue più originali
stagioni interpretative.
In virtù della particolare collocazione geografica
della regione, esso venne caratterizzato dalla fusione
armonica di elementi strutturali occidentali ed orientali,
da cui scaturì l'elaborazione di un lessico artistico
unico, il quale ebbe la sua più alta espressione
nell'architettura religiosa.
Gli
anni della dominazione normanna, infatti, furono scanditi
dalla costruzione di numerose cattedrali, che con la
loro imponenza divennero assertrici solenni della latinizzazione
del territorio, finalmente liberato dal governo di bisanzio,
e quindi dagli stilemi culturali e religiosi greci.
Il primo esempio di Romanico pugliese, lo si ritrova
nella chiesa di Santa Maria di Siponto costruita attorno
al 1039, durante l'episcopato di Leone. A questo stesso
periodo, appartengono la cattedrale di Bisceglie e la
chiesa di Santa Maria a Mare di San Nicola alle Tremiti.
Ma lo stile romanico di questi edifici è ancora
immaturo. Durante gli ultimi decenni dell'XI secolo,
invece, si assiste alla realizzazione degli esempi più
fulgidi di questo stile architettonico. Nel 1070 viene
edificata la cattedrale di Otranto, nel 1081 quella
di Bari, nel 1093 quella di Troia e nel 1099 la straordinaria
cattedrale di Trani.
Semplicità
e linearità formale. Sono queste le principali
caratteristiche dei templi romanici. Seppur distinti
da specifiche peculiarità architettoniche, le
chiese romaniche sono accomunate da uno slancio ascetico
e spirituale che si riflette nella essenzialità
delle loro forme e nella assenza di orpelli decorativi.
Il tempio è il luogo della preghiera, del dialogo
con Dio. Il tempio deve diventare lo scrigno della spiritualità
di ogni fedele. Il fervore costruttivo degli ultimi
decenni dell'XI secolo subì un arresto significativo
proprio durante gli ultimi anni del mille, segnati da
lotte intestine alla casa di Normandia per la conquista
della supremazia sul territorio del Mezzogiorno.
Esso
riprese nei primi anni del XII secolo, sotto la spinta
delle spedizioni in Terra Santa. Le crociate, la lotta
contro i nemici della fede, instillarono nelle genti
del tempo un fervore religioso che reclamava solenni
celebrazioni.
Così si assistette alla edificazione della Basilica
del Santo Sepolcro a Barletta, della cattedrale di Bitonto,
nonché alla costruzione della chiesa dei SS.
Niccolò e Cataldo a Lecce. Quest'ultima, venne
realizzata per esplicita volontà di Tancredi,
ultimo re Normanno.
Testo: Nicola Di Molfetta
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