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i divertimenti carnevaleschi cominciano i giorni di
ristrettezze e di penitenze.
Nella cultura popolare la quaresima è rappresentata
dalla moglie o madre del carnevale. È raffigurata
da un fantoccio di stoppa e cenci con le fattezze di
una vecchina vestita a lutto, spettinata e che non riesce
a darsi pace per la morte del suo congiunto.
Il suo nome è la Caremma o Quaremma, con la sua
bruttezza e secchezza è la perfetta rappresentazione
dei giorni di astinenza quaresimali. Questa pupattola,
si rappresenta con un fuso in mano che simboleggia l'obbligo
a lavorare per pagare i debiti contratti per i troppi
eccessi nei festeggiamenti e un' arancia amara con sette
penne infilzate simbolo delle sette settimane di penitenza
e digiuno che precedono la Pasqua. Si appende sui camini
o fuori i balconi e si lascia penzolare per le vie,
dal mercoledì delle ceneri fino alla sabato che
immette alla settimana santa e ogni 7 giorni si sfila
una penna dall’arancia.
Arrivata la Pasqua la Quaremma si distrugge dandole
fuoco.
Testo: Antonio Giangrasso
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