| I quattro elementi potrebbero
essere i punti cardinali di una ideale "mappa"
dei proverbi pugliesi. Il cosmo che essi delimitano
è governato dalle leggi ataviche e ferree del
lavoro, della famiglia, della ciclicità del tempo.
Un universo arcaico, certo... Ma che in qualche modo
ci è vicino. Per non dimenticare che non ci sarà
mai nessuna "modernità" che possa cancellare
il cielo, regno di forze atmosferiche e insieme divine,
il mare, con il suo popolo di pesci e pescatori, la
terra che nutre e che va nutrita, il fuoco degli affetti
e delle passioni.
Le fonti
Fu probabilmente l'influsso dei greci, con la loro passione,
sia popolare che colta, per detti e formule, a determinare
la precocità e la ricchezza del repertorio di
sentenze in Puglia. La tradizione dei proverbi pugliesi
ha dunque origini remotissime.
Le documentazioni scritte, naturalmente, sono ben più
tarde. Fra le nostre fonti, la testimonianza più
antica è la cosiddetta Dottrina di Schiavo da
Bari, giudice e poeta vissuto nel Duecento. La prima
edizione dell'opera si colloca nel 1500, con il titolo:
- Proverbi - Incominzano li proverbi de lo schiavo de
Baro; e l'a-b-c disposto, e sonetti morali. Seguono
gli importanti Diurnali di Matteo Spinelli da Giovinazzo,
del XIII secolo.
PER SAPERNE DI PIU'
Alfredo Giovine, Proverbi Pugliesi, Giunti, Firenze,
1998.
Tra passato e presente
I
motivi di fascino del patrimonio di proverbi e modi
di dire pugliesi sono innumerevoli. Due aspetti almeno
vanno ricordati: il valore di questo "corpus"
come mezzo di conservazione del passato ma anche come
strumento di penetrazione del presente. Certo, in Puglia,
come dappertutto, la tradizione orale è a rischio.
Ma perché muoiono un proverbio o un modo di dire?
Talvolta viene a mancare il referente, l'oggetto o la
situazione a cui si faceva riferimento: scompaiono per
esempio certi attrezzi agricoli o strumenti di uso quotidiano,
cambiano la morale e i rapporti familiari, si allenta
il legame vitale fra l'uomo e gli elementi: la terra,
l'acqua, l'aria, il fuoco. A subire una mutazione sono
però soprattutto i modi, i luoghi e i tempi della
comunicazione: istruzione, educazione e formazione si
istituzionalizzano, altri potentissimi media fanno una
concorrenza spietata a quello verbale, l'ancestrale
sapienza cristallizzata in formule sembra faticare a
tener dietro ad una realtà ormai velocissima.
Il discorso comune tende a semplificarsi e spesso a
impoverirsi. Esistono però "isole"
in cui questi processi sono più lenti, meno distruttivi:
la Puglia è una di queste. Ancorandosi alla forte
e vitale resistenza del dialetto, vissuto in questa
regione come materia d'arte e di vita, codice comune
ai poeti e ai banditori del mercato, i proverbi e i
modi di dire continuano il loro viaggio millenario di
bocca in bocca. Mantengono la loro efficacia di strumento
espressivo, usato di gusto per colorire il discorso,
la loro perentorietà che non ammette repliche,
la loro "verità". Soprattutto, mantengono
la loro bellezza. Perché è questo, forse,
il motivo principale per cui vale la pena di conoscere
i proverbi e i modi di dire pugliesi: perché
sono, semplicemente, belli. Il lettore dovrà
immaginarseli "parlati" per capire fino in
fondo quanto sia facile trovare in questo "corpus"
piccoli, rustici gioielli.
Testo: Susanna Mancini
Foto: Archivio Xenia
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