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23 agosto di un secolo fa, nasceva a Rutigliano, ultimo
di nove figli, Giuseppe Di Donna. Fu battezzato nella
Chiesa Madre del paese. In quella stessa chiesa, durante
la Quaresima del 1911, Giuseppe conobbe un religioso
trinitario e decise di seguirne le orme. Nel 1912, all'età
di undici anni, fece il suo ingresso nel Collegio Trinitario
di Palestrina. Nel 1916 fu inviato a Livorno per il
noviziato, e poi a Roma per lostudio della filosofia
e della teologia presso il Collegio di S. Crisogono.
Il 4 giugno del 1926, Fra' Giuseppe decise, assieme
ad altri quattro memebri dell'Ordine Trinitario, di
partire per il Madagascar. Destinazione, Miarinarivo.
La missione, portare aiuto e conforto alle popolazioni
locali, prima ancora che per fare proseliti, per esercitare
a pieno la carità cristiana.
La diocesi di Andria, lo ebbe come vescovo Vescovo dal
1940 al 1952. I suoi anni da pastore della comunità
diocesana, furono improntati all'esercizio della carità
missionaria. Fu a fianco degli ultimi, delle masse popolari
sfiancate dalla guerra e dalla cupidigia dei grandi
proprietari terrieri. Andria e l’intera diocesi
sperimentarono la sua carità pastorale in un
periodo difficile della loro storia. Un tempo in cui
fame e povertà regnavano un po’ ovunque,
e le lotte sociali si presentavano violente ed acute.
Mons. Di Donna seppe essere non solo guida saggia per
la comunità cristiana, ma anche amico dei poveri
a cui non negò mai il proprio aiuto, arrivando
a donar loro i propri beni personali. Questo Vescovo
magnanimo e forte, fu vero operatore di pace, lavorando
costantemente per riportare tranquillità in seno
alla società civile dilaniata da lotte ideologiche.
L’amore dei suoi fedeli, fece sì che immediatamente
dopo la sua morte, iniziasse a diffondersi la sua fama
di santità. Subito dopo la sua scomparsa, avvenuta
il 2 gennaio 1952, fu avviato il processo diocesano
per la beatificazione da parte di mons. Luigi Pirelli.
Papa Paolo VI, con decreto del primo aprile del 1969,
autorizzò il proseguio dell'iter procedurale.
Mons. Di Donna è "servo di Dio"e la
sua causa di beatificazione sta venendo condotta da
un padre trinitario, lo spagnolo Antonio de Albeniz.
La prossima tappa nel cammino verso il riconoscimento
da parte della Chiesa universale delle virtù
del santo vescovo, è la proclamazione a "venerabile"
che dovrebbe avvenire tra due anni.
Mons. Raffaele Calabro, successore di Di Donna alla
guida della Diocesi, ha istituito una Commissione Diocesana,
coordinata da Don Luigi Renna, con l’intento di
far conoscere maggiormente il Vescovo trinitario e diffondere
anche oggi la sua fama di santità.
Testo: Nicola Di Molfetta
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