| Si scrive Gianni Ciardo si legge Bari. Il suo accento, il suo modo di recitare ha fatto ridere grandi e piccoli in quelli definiti B movie e nel suo amatissimo Teatro. Non solo: ha rappresentato la Pugliesità nella trasmissione di successo Zelig. Lo abbiamo intervistato per sentire la sua sul territorio del quale si dice “padrone”.
Gianni Ciardo, parliamo del suo ruolo a Bari.
Guarda, a Bari mi sento il padrone. Sono amato e rispettato. Mi sento a casa, nonostante la mia comicità abbia avuto più riscontri in Italia che nella mia terra. Dal punto di vista artistico, sto notando – purtroppo- una crescita zero. Mi spiego: I baresi sono divertenti per natura. Dall’accento alle cose che dicono ma improvvisarsi attori è troppo.
Aria di polemica. Mi spieghi.
La comicità a Bari è diventata la comicità dei doppi sensi e della parolaccia. Non solo: adesso molti si improvvisano attori, semplicemente portando in scena le barzellette… Non c’è più uno studio del testo, una ricerca. Spiace anche che abbiano un seguito di ammiratori.
Il vero spirito barese non passa più, non viene messo in evidenza. Sono dispiaciuto per questo.
E poi il teatro non è solo risata fine a se stessa.
Cosa o chi fa ridere Gianni Ciardo?
Totò, Woody Allen ma anche la spontaneità di un barese al quale se chiedi chi è Van Gogh, ti risponde: A van gogh ci vada lei!
Tornando a Bari…
Senti, i Pub incombono. Fra un po’ vorranno l’assessorato dei pub. Diciamo che c’è più la cultura del panzarotto che quelladel teatro. Come vedi, ci tengo molto.
Descriva la Puglia a qualcuno che voglia avventurarsi per turismo nella nostra regione.
Spendendomi subito su trulli e orecchiette, mi soffermo sulla realtà musicale in Puglia. Ci sono un sacco di gruppi che andrebbero ascoltati. Al di là della bella pizzica, la puglia è terra di musicisti. Anch’io suono, sai? Pianoforte e chitarra.
Quando è andato in trasmissioni nazionali, ha fatto capannello con gli altri pugliesi per una sorta di campanilismo?
A Zelig sono stato accolto benissimo dagli altri comici. Mi portavano su un palmo di mano adducendo questo affetto al mio spirito spontaneo. Un giorno si fece spazio fra i comici Paolo Rossi, il quale si genuflesse davanti a tutti con grande rispetto. Ho avuto Paolo Rossi ai miei piedi davanti a tutti. Ero imbarazzato e contento di tutto questo affetto.
Progetti all’orizzonte?
Da sempre gestisco almeno una stagione teatrale a Bari. Sto per prendere il teatro Duse nel quale sto introducendo la formula della tessera a venti euro. Questo significa che molti bellissimi spettacoli costeranno agli avventori una cifra simbolica di un euro e venti centesimi. Cosa ti pare?
Ottima idea. Altro da aggiungere sulla Puglia?
Sì, la Puglia è mia. |