| Venghino, signori, venghino, per itinerapuglia abbiamo intervistato il vate dalla chioma boccoluta, un ragazzo di cui la Regione tutta va fiera e riesca a sopportare le vive critiche della sua ultima hit, “Vieni a ballare in Puglia”. Caparezza per tutti, Michele Salvemini per gli amici, un disco in promozione, un tour in cui tutti balleranno e una straordinaria capacità autorale che fa dei suoi pensieri delle canzoni di successo.
Complimenti per la tua cultura e la tua curiosità a 360°. Sei un forte osservatore del mondo e della gente. Non scriveresti testi del genere altrimenti… Sì, leggo. Sono innamorato della musica e cerco di arricchirla, di evitare che stagni, attraverso la mia interpretazione personale. Metto il mondo nelle canzoni, dal mio punto di vista.
Cosa ispira Caparezza?
Scrivo quando assisto a cose che non mi vanno a genio. In generale parlo di sociale e di politica. Cerco di mitigare la mia opinione e dire la mia attraverso l’ironia, approfondendo il mio punto di vista con l’informazione. Il mio mestiere è assolutamente terapeutico. Faccio emergere quello che ho dentro guardando ciò che accade fuori. Non solo: sono affascinato dalla creatività e dal diverso. Ho trovato molto affascinante per esempio la Giordania, quando ho girato il video de “La fitta sassaiola dell’ingiuria”.
Qual è il profeta ben accetto in patria a Molfetta: Riccardo Muti o Michele Salvemini? Sicuramente il maestro Muti per il genere musicale che dirige e per il suo prestigio. Io ho la mia fetta di pubblico che mi segue e che si scontra con i detrattori contrari alla libera espressione.
Sei il nuovo Sansone della musica: cosa accadrebbe se ti tagliassero i capelli? Non lavorerei più. I miei capelli sono un punto di forza, piacciono ai bambini. Diciamo che per loro sono come topo gigio…
“Fuori dal tunnel” è contro la generazione venerata dalla trasmissione Lucignolo eppure proprio questi ragazzi hanno ballato la canzone in discoteca. “Vieni a ballare in Puglia” è contro la Puglia del malaffare e della morte sui cantieri ma sono pronta a scommettere che la balleranno in spiaggia tutti. Per cui ti chiedo: sei tu abile a trasformare in oro ciò che luccica (come certi problemi della Regione nascosti dalle bellezze del mare pugliese) o è la gente che non comprende appieno il testo e si ferma all’orecchiabilità della canzone?
Può accadere che la gente non badi al testo ma si fermi al ritornello, certo. Ho la fortuna di avere un seguito a cui è chiaro il mio messaggio. Per “vieni a ballare in Puglia” io descrivo la parte del bicchiere vuoto della nostra Regione, non temendo assolutamente di essere tacciato di vilipendio al turismo. Un buon pugliese deve saper vedere anche i fallimenti del suo territorio, oltre che le innumerevoli cose belle, e denunciarle se non addirittura fare in modo che vengano risolte.
(Durante l’intervista telefonica si odono degli uccelli)
Scusa, ma sei in una piccionaia?
No, quando sono in tournèe dormo nei campeggi. E’ appena passata una quaglia.
Hai visto che evoluzione ha avuto la tua città? Ti piace?
Sto assistendo a questa espansione commerciale di Molfetta ma mi spaventa il concetto di “facciamo spesa”. Mi piacerebbe per la mia città una totale estirpazione della malavita e del modo di pensare maschilista che vige ancora in alcune frange sociali.
Cosa ti piace della Puglia e ti senti di consigliare ad un turista?
Posso prevedere per lui due tipi di scelte: una vacanza tranquilla sul Gargano o in alcuni posti del Salento, tra mare, verde e sagre. Certo, il Salento è una macchina da turismo… Lì troverebbe ciò che vuole. Oppure potrei suggerire la Puglia culturale, storica, quella delle città sull’adriatico: Barletta, Molfetta della quale hanno scoperto un tessuto primitivo nel sobborgo medievale.
In Vieni a ballare in Puglia, indichi ai turisti Albano fra le cose tipiche…
Sì, Albano rappresenta la parte classica della Puglia, la tradizione. Io lavoro per essere la dissacrazione. |