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diventato uno dei simboli della pugliesità. La
tarànta che nei bollenti meriggi d'estate fa
capolino dalle cavità lapidee delle aride campagne
soffocate dall'arsura meridiana, e morde le tenere carni
di giovani ragazze.
Il fenomeno del tarantismo è stato reso celebre
dal cinema.
Il grande etnomusicologo Ernesto De Martino ed il regista
bolognese, Gianfranco Mingozzi, furono tra i primi,
nel 1961, a documentare i suoi rituali intrisi di una
religiosità antica, venata di paganesimo. Il
documentario che fu realizzato, ebbe i testi di Salvatore
Quasimodo.
Oggi, è Edoardo Winspeare l'ambasciatore del
tarantismo nel mondo. Il suo film, "Sangue vivo",
ha contribuito a dare grande visibilità ad un
fenomeno musicale ed antropologico antico, che nei secoli
ha conquistato l'immaginazione
di scrittori, poeti e musicisti, tra cui Vinicio Capossela,
che alla tarànta ha dedicato la canzone, "Il
ballo di San Vito".
Il mito narra che il morso del delirio provenga dalla
Lycosa Tarantula, e che sia capace di gettanare le giovani
vittime, in uno stato di schizofrenia e paranoia. La
cura è data dal pellegrinaggio, nei giorni del
28 e 29 giugno, alla chiesa di San Paolo in Galatina
e dalla celebrazione di un rituale collettivo, fatto
di musica e danza. Gli strumenti che inducono la guarigione
sono il violino, la fisarmonica il tamburo ed il canto.
Un grido armonico e disperato per invocare l'intervento
delle forze benefiche sulle giovani possedute. Pare
che le tarantàte, riescano a ballare ininterrottamente
per tre giorni.
L'acquisizione di una dimensione turistica da parte
del fenomeno ne ha svilito i significati? Sicuramente,
in giro ci sono tanti "falsi". La pizzica
è riuscita persino a conquistare la pista di
una delle discoteche più "trendy" del
Salento, il Malè di Santa Cesarea. Ma la moda
non ha fagocitato il rito.
Il vero spirito della tarànta è ancora
vivo. Pulsa, quasi in condizionii di clandestinità,
nelle corti private delle case del Salento. Qui la musica
torna a compiere la sua missione terapeutica, e la sacra
follia della tarànta, continua la sua infinita
lotta contro le forze del bene. Capiterà ancora
di dire, come Edgar Allan Poe: "Guarda, quell'uomo
balla come un pazzo! È stato morso dalla tarànta".
Testo: Nicola Di Molfetta
Foto: Anna Nacci - Tarantula Rubra
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