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la semplicità delle cose antiche, e la passionalità
dell'indole meridionale, Rosapaeda (ovvero Antonella
Di Domenico) ha dato vita ad una delle esperienze musicali
più originali ed accattivanti degli ultimi anni.
Una vicenda iniziata durante gli anni '80, nell'era
dei sintetizzatori e delle prime esplorazioni elettroniche.
Rosapaeda ha intrapreso un percorso di ricerca artistica
capace di spaziare tra musica, teatro e danza, per arrivare
a succhiare il midollo della storia e della tradizione
melodica del Sud.
Rosapaeda ha elaborato, assieme ad Eddi Romano ed al
resto del suo gruppo, una ricerca filologica sui linguaggi
del Sud, tuffandosi a capofitto nello studio di dialetti,
inflessioni e lingue appartenenti all'universo meridiano.
Nel suo girovagare, intento a diffondere
questi canti tradizionali e le loro storie, Rosapaeda
ha dimostrato che al di là delle diversità
culturali e geografiche, esiste un comune sentire, racchiuso
nelle profondità dell'animo umano, capace di
superare i confini e le appartenenze categorizzanti,
per aprirsi "alle lingue ed ai suoni" di chi,
attraverso la propria esistenza affronta dolore, gioia,
amore, speranza ed ha voglia di urlare al mondo tutto
ciò che si agita nel suo animo.
Pur cimentandosi con i classici della tradizione canora
pugliese e partenopea, come Palummella o Cicerenella,
Rosapaeda non ha ancora sperimentato la strada della
ricerca sul campo in modo sistematico. L'esperienza
più significativa in questo settore, è
rappresentata dal brano Timmi Tommi. Una nenia alla
quale Rosapaeda è legata dai suoi ricordi di
bambina.
Parallelamente
al suo lavoro di ricerca, e riproposizione delle melodie
"storiche" dei sud, Rosapaeda propone dei
brani inediti. Gli autori di queste canzoni, che sempre
si richiamano all'essenzialità della musica popolare,
sono Eddi Romano (nela foto piccola) e Dario Jacobelli.
Il loro ultimo lavoro si intitola "Facce".
10 tracce di musica mediterranea, interpretata con straordinaria
intensità dalla voce di Rosapaeda, capace d'assumere
di volta in volta, le forme ed i colori dei suoi linguaggi:
siciliano, calabrese, greco-salentino, napoletano, lucano.
Il tutto si fonde in una virtuosa commistione di tradizione
e contemporaneità, capace di far vivere, ad ogni
ascoltatore, un'esperienza musicale davvero unica.
Testo: Nicola Di Molfetta
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