| Giuseppe
De Trizio ed i Radicanto sono una delle formazioni musicali
più impegnate nel lavoro di recupero e rivalutazione
della tradizione musicale pugliese. Radicanto, infatti,
non è solo un gruppo di musicisti intento all'esecuzione
brani antichi, ma un vero e proprio progetto di ricerca
culturale, che si articola in corsi e stage tenuti dagli
stessi componenti del gruppo. Quella portata avanti
dai Radicanto, insomma, è una vera e propria
azione di promozione della cultura popolare pugliese.
Terra Arsa è il titolo del loro ultimo cd, pubblicato
dalla CNI, Compagnie delle Nuove Indie. La scelta del
titolo appare niente affatto casuale. Esso rievoca la
terra bruciata dal sole e da un cielo avido di acqua.
Terra Arsa, descrive con grande efficacia espressiva,
la durezza della vita dei campi nella regione più
levantina dell'intera penisola italica. La stessa terra
in cui è nata la tarantella. Danza e stile musicale,
dalla natura quasi terapeutica, capace di lenire le
piaghe dell'arsura e scacciare la Malinconia.
Non
a caso, sulle note ritmate da tammorre e tamburelli,
gli antichi musici dei campi tessevano storie capaci
di far correre lontano l'immaginazione, sublimando la
dura realtà fatta di lavoro e sudore. Via dalle
campagne, lontano dalla polvere sollevata dal vento,
all'ombra dei sogni coccolati da romantiche storie d'amore.
Così come nei dischi precedenti (Echi di gente
ed Egira), i Radicanto invitano l'ascoltatore ad un
percorso sonoro ricco di suggestioni del passato. Il
viaggio di Terra Arsa comincia nella Terra di Bari,
con la tarantella Janne Janne e le serenate Monachella
e U Navegande. Quest'ultima, in particolare, è
la trasposizione musicale dei versi di Enzo del Re,
leggendario poeta e cantore di Mola di Bari. Poi, questo
itinerario fatto di suoni e storie, prosegue alla volta
di Taranto e Brindisi, fino a raggiungere gli aspri
paesaggi della Lucania, raccontati dalla Tarantella
di Tricarico e Fronne d'Alija.
Questi
brani riemergono dalle brume del passato, grazie al
paziente ed appassionato lavoro di ricerca e recupero
di materiale sonoro registrato sul campo. Ma, come d'abitudine,
i Radicanto hanno arricchito questo loro disco, con
alcune composizioni originali, nutrite della sensibilità
per la tradizione ed impreziositi da contaminazioni
di grande impatto.
Continua, dunque, il lavoro dei Radicanto, nobilmente
votati alla custodia di quel filo fragilissimo che ci
lega alla civiltà contadina ed alle storie di
cui si è resa protagonista.
Testo: Nicola Di Molfetta
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