| Il
magico rituale che si nutre di musica e danze è
tornato a pizzicare la fantasia di un regista che, alla
Notte della Taranta ha deciso di dedicare un film documentario,
presentato alla rassegna milanese "Suoni e Visioni".
Si tratta di Piero Canizzaro, da sempre attento osservatore
dei luoghi e degli uomini che li abitano. Stavolta,
i luoghi sono i paesini della Grecìa Salentina,
e gli uomini sono gli abitanti, i turisti, i curiosi
e tutta la varia umanità che in estate si reca
in quelle terre magiche per godere del sole, del mare
e delle dionisiache notti illuminate da lampadine colorate.
Assieme
al vino, sono questi gli ingredienti che animano la
Taranta, o pizzica tarantata. Un ballo frenetico, inarrestabile,
ipnotizzante, che studiosi e contadini hanno considerato,
per secoli, un rituale curativo. La danza nella sua
sacrale dinamicità era in grado di scacciare
dal corpo malato, l’infezione che procurava il
terribile e mortale nocumento.
Il veleno del ragno, col suo potenziale mortifero, veniva
neutralizzato dalle convulsioni ritmiche indotte dalla
pizzica.
Questo rito, continua ad esercitare un grande potere
di fascinazione che, ogni 18 agosto, fa convogliare
nella piccola Melpignano, migliaia di persone. È
quella la notte della Taranta, che Canizzaro ha filmato
e documentato costruendo una specie di collage musicale
fatto di vari concerti, i cui protagonisti sono i gruppi
più in vista della scena world salentina. A cominciare
dagli Officina Zoè (già protagonisti di
Sangue Vivo), per proseguire con Canzoniere Grecanico
Salentino, Occitanica Salentina, Omino Stanco, Uccio
Aloisi ed altri ancora.
Il
filmato ci porta nel clima di quelle notti di festa.
Testimoniando come sia divenuto importante questo nuovo
modo di fare cultura, divertendo e riscoprendo tradizioni
moriture. La storia e le leggende di questa terra prendono
forma e si riempiono di vita nell’esplosione della
musica.
Il documentario, in cui ogni "passo" è
illustrato da Maurizio Nocera, filosofo e fine conoscitore
della storia del Salento, culmina con la festa del 18
agosto. Nella piazza centrale di Melpignano, di fronte
alla chiesa cattedrale aperta alla preghiera dei fedeli,
la pizzica riempie l’aria con le sue note di festa
e magia. E agli spettatori non resta che lasciarsi catturare
dall’incanto, fino a quando il sole sorgerà.
Testo: Nicola Di Molfetta |