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intitola "Paz!", il film che il regista Renato
De Maria ha deciso di girare, ispirandosi alle strisce
di Andrea Pazienza. Lo abbiamo incontrato a Milano.
- Cosa ti ha spinto a scrivere la sceneggiatura
di questo film? Chi era per te Andrea Pazienza?
Io sono stato amico di Andrea durante gli anni bolognesi.
Eravamo un bel gruppo di amici, dei quali facevano parte
anche Roberto Freak Antoni (leader degli Skiantos) e
altri fumettisti come Tamburini e Mattioli. Tutti "studiavamo
da artisti". Ma l’unico che lo era veramente,
in quel momento, era Andrea. Quando disegnava sapeva
quello che faceva. Pensa che vendette la sua prima striscia
a Linus quando aveva appena 21 anni…e fu subito
un successo. Il film racconta tutto questo attraverso
i personaggi di Andrea: Penthotal, Fiabeschi e Zanardi.
-
Quali difficoltà hai incontrato per la realizzazione
di Paz?
Quando parlavo, ai vari produttori, di Andrea Pazienza
tutti mi dicevano: "Certo lo conosco...era uno
bravo". Se però accenavo alla possibilità
di girare un film basato sulle sue storie, tutti rispondevano:
"No non si può fare". Andrea faceva
paura negli anni ’70 e credo faccia paura ancora
oggi. Per contenere le spese ho deciso di girare il
film in digitale. Quindi abbiamo dovuto lavorare duro
per superare i limiti qualitativi di questa tipologia
di riprese. Volevo che il film fosse incisivo dal punto
di vista cromatico. E il digitale non era certo d’aiuto.
Comunque credo che, alla fine, le difficoltà
che abbiamo dovuto superare di volta in volta, sono
servite ad infondere al film un carattere underground
che è poi tipico dell’arte di Andrea Pazienza.
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Chi sono i protagonisti della storia che hai raccontato?
Anzitutto Penthotal, il sognatore, l’artista alla
ricerca della propria identità. Un personaggio
che coltiva e sostiene ideali politici e crede che con
essi sia possibile cambiare le cose. Il suo motto è:
"mai tornare indietro, neanche per prendere la
rincorsa". In lui c’è anche un po’
di Pompeo. È il suo lato dark. Quello più
poetico.
- Qualcuno ha criticato la tua scelta di non
parlare dell’eroina: il veleno di Pompeo.
È vero nel film non ne parlo in modo completo.
Ma è stata una scelta. Il problema dell’eroina,
secondo me, è stato utilizzato come argomento
per spezzare le ali alla generazione degli anni ’70
che è stata molto di più di aghi nelle
vene.
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Torniamo ai personaggi.
Poi c’è Fiabeschi. Incarnazione dello studente
universitario meridionale fuorisede. Che è a
Bologna per far tutto fuorchè studiare. Emblematica
è la scena del suo esame di Storia del cinema.
Alla domanda: "Mi parli di Apocalypse Now",
lui esaurisce l’argomento dicendo: "Reggia
Frenzisse Forde Coppola, colonna sonora de Dors".
Infine, Zanardi. È il liceale ribelle. Inserirlo
nella sceneggiatura non è stato facile, visto
che il personaggio è originariamente collocato
negli anni ’80.
- Ritieni giusto il divieto ai minori di 14
anni imposto al film?
Inizialmente, la commissione censura aveva deciso di
vietarlo ai minori di 18. Io ho cercato di capire le
ragioni di tale atto ma ti confesso che restano inspiegabili.
Durante la proiezione del film in commissione sono stato
guardato come un marziano. Ho cercato di spiegare chi
fosse Andrea Pazienza e che la storia andava collocata
in un preciso contesto storico e culturale. Poi, fortunatamente,
il divieto è stato ricondotto ai minori di 14.
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Un ultima domanda riguardo la colonna sonora: su cosa
vi siete basati per la scelta dei brani?
La colonna sonora è stata curata da Riccardo
Sinigallia e Francesco Zampaglione dei Tiromancino.
Loro hanno anzitutto selezionato una serie di cover
da inserire nel film. Brani legati agli anni ’70,
come ad esempio "Vodka Cola" degli Area, "Eptadone"
degli Skiantos e "Japanese girl" dei Gaznevada.
Poi sono state inserite incisioni inedite di "Com’è
profondo il mare", cantata da Lucio Dalla e Tiromancino
ed "Io sto bene" dei CCCP, in una versione
di grande impatto, realizzata da Ustmamò e Giovanni
Lindo Ferretti. Sinigallia e Zampaglione hanno anche
realizzato dei brani inediti per appositamente per il
film.
Intervista a cura di
Nicola Di Molfetta
Leggi la
biografia di Andrea Pazienza
Il sito ufficiale del film: www.pazilfilm.it
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